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Come sta l'epidemia: numeri e informazioni prima di un temuto rimbalzo

Per ingrandire la tabella

Abbiamo già detto che non avremmo mai pensato che diventasse compito di una lista civica, ma continuiamo a preferire di essere quelli che partono dai dati, anche se “bruttini” e poveri, piuttosto che stare nella schiera di quelli che urlano soluzioni.
Gli ultimi dati dell’epidemia (da domenica…) sono di difficile interpretazione. Possiamo solo ripetere che l’aspetto più tragico, i morti, è effetto di contagi avvenuti di solito da almeno 15 giorni.
L’aumento dei “nuovi casi” può dipendere da sia da diverse modalità di conduzione dei tamponi, sia da una ripresa dell’epidemia.
Che che con la cessazione del lock-down ci possa essere una modesta ripresa, non è temuto, è previsto. Occorre capire l’entità di questa crescita dei contagi, che ad oggi, sulla base dei dati disponibili, chiede attenzione, ma non preoccupa. Preoccupano di più i comportamenti eccessivamente disinvolti che si osservano per strada…
Ma proviamo a vedere cosa è successo, su base settimanale, fino a lunedì scorso.
I dati da cui partiamo sono sempre gli stessi; i dati ufficiali forniti quotidianamente sulla situazione delle singole Regioni. Ricordiamo che questi dati non descrivono direttamente l’epidemia, perché derivano dagli approcci differenti, con cui si va “a caccia” di casi facendo tamponi ai “sospetti“: sintomatici, contatti stretti, esposti professionali, degenti in RSA. Ma a mano a mano diventa più significativo il peso dei dati riferiti alle verifiche di avvenuta guarigione (di “avvenuta negativizzazione”)
Come voi siamo in attesa degli esiti dell’indagine epidemiologica effettuata con test sierologici.
Vediamo cosa trovate oggi... (scarica tutte le tabelle)
✗ Una tabella (1) riepilogativa con i numeri ed i tassi per tutte le Regioni al 18 maggio 2020
✗ Una analoga tabella (2) riepilogativa con i numeri ed i tassi per tutte le Regioni al 11 maggio 2020
✗ una terza tabella (4) analoga con i dati del 4 maggio scorso;
✗ 3 tabelline riepilogative che confrontano la situazione complessiva delle 8 Regioni più colpite (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Liguria, Marche, Prov. di Trento) facendo riferimento ai tassi (“frequenza”) al 18 maggio (4) ed altre 3 tabelline riferite al 11 maggio (5)
✗ una tabella (6) da cui risultano le variazioni, Regione per Regione, avvenute tra il 11 maggio e l’18 maggio.
✗ una tabella (7) da cui risultano le variazioni, Regione per Regione, avvenute tra il 4 maggio e l’11 maggio.
✗ Ed una tabella (8) che riporta in sintesi le principali variazioni avvenute ne periodo

Dopo, come le settimane passate, vi diamo anche le 8 tabelle riepilogative (da A a H) riferite alle 8 Regioni più colpite. (scarica tutte le tabelle)
Ma proviamo a vedere le cose più interessanti ….
Tamponi: Il numero di tamponi effettuato inizia ad essere veramente elevato, oltre 3 milioni. E le persone interessate dai tamponi sono quasi 2 milioni. La situazione delle Regioni è ovviamente simile a quella della scorsa settimana, con Veneto, Trento, Bolzano, Val d’Aosta e Friuli che “staccano” le altre Regioni. In tutte le altre Regioni interessate dall’epidemia ad oggi sono stati effettuati da 55 a 60 tamponi per 1.000 residenti
In molte Regioni del nord i dati suggeriscono che l’attività riguardi in larga misura le verifiche di negativizzazione (come risulta anche dalle cronache). In sud Italia parrebbe che siano principalmente in atto azioni finalizzate ad identificare casi positivi.
La il tasso delle persone sottoposte a tampone è circa doppio nelle regioni interessate dall’epidemia rispetto al resto dell’Italia, dove però l’attività è in crescita.
Gli “attualmente positivi” nel corso della settimana sono scesi, sia in ospedale, sia sul territorio. Nelle Regioni più colpite dall’epidemia la riduzione è stata di quasi il 20% ed è stata di poco inferiore nel resto d’Italia. Gli attualmente positivi sono 110/100.000 residenti in Italia, mentre nelle 8 Regioni più colpite sono 173 / 100.000 e 43/100.000 nel resto d’Italia. Salvo che in Basilicata e nelle Marche in tutte le Regioni si è avuta una riduzione degli “attualmente positivi”.
Ma ricordiamoci che questi dati, sostanzialmente, si riferiscono a contagi avvenuti prima del 4 maggio.
I nuovi casi nella settimana dal 11 al 18 maggio sono stati 6.072, oltre la metà dei quali si è registrata in Lombardia. Ne deriva anche che oltre l’87% dei nuovi casi è stato riscontrato nelle 8 Regioni più colpite.
La media italiana, per la settimana in questione, è di 13 casi / 100.000 residenti, con variazioni dai 37/100.000 della Lombardia o 26-27 /100.000 di Piemonte, Liguria e Molise(!) (N.B.: per il Molise si tratta di un numero di casi “piccolo” probabilmente riferibile ed uno o due specifici focolai)

Morti. I morti sono 32.007 e di questi ben 28.757 (circa il 90 %) sono a carico delle 8 Regioni più colpite
Dove l’epidemia è stata più intensa, purtroppo si continua a registrare un numero morti drammaticamente altro. Su 1.268 morti avuti nella settimana in Italia, ben 1.120 sono a carico delle 8 Regioni più colpite.
La mortalità in meno di 3 mesi è stata del 89/100.000 nelle 8 Regioni più colpite (con il picco della Lombardia con 154 decessi / 100.000 residenti, seguita da Val d’Aosta (114/100.000), Emilia Romagna (89/100.000) Liguria (88/100.000), Trento (84/100.000), Piemonte (83/100.000). Il tasso di mortalità in Italia è stato del 53/100.000,

La letalità (apparente) non ha avuto molte variazioni rispetto alla scorsa settimana, anche se si registrano lievi aumenti (i nuovi casi aumentano più lentamente ed i decessi riguardano persone ammalatesi da 15- 20 giorni)

Le tabelle delle 8 Regioni più colpite costituiscono l’aggiornamento delle tabelle della scorsa settimana. (scarica tutte le tabelle)
• In giallo sono evidenziati i dati settimanali.
• In ocra sono evidenziati gli “apici” / i “punti di svolta”.
Ad occhio si vede facilmente come ovunque siamo in fase di discesa, in alcune Regioni da tempi più lunghi, in altre da breve tempo.

Come abbiamo già detto in passato, l’epidemia ha diviso l’Italia in 2 aree, che hanno più o meno il medesimo numero di abitanti.
Tutti i parametri distinguono radicalmente le 2 zone, la prima composta da 8 tra Regioni e Province autonome. Ognuno può valutare da sé.
Considerato un errore (una formula non disattivata) riproponiamo anche la tabella della scorsa settimana.
Nei prossimi giorni vedremo cosa è successo con la riapertura e capiremo.
Noi ci chiediamo di nuovo come mai a livello istituzionale (con l’eccezione di singoli siti regionali…) non vengano prodotte e diffuse informazioni interessanti e funzionali ad orientare le persone verso scelte e comportamenti utili.
Un saluto
Carlo Proietti

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