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Un tendone, molti pagliacci e soldi a go go: una storia esemplare

Il tendone da circo, battezzato pomposamente TLS (Teatro Le Serre), che si trova all'interno del parco omonimo a centro città, ha una storia singolare che ben rappresenta lo sfascio delle istituzioni locali e la dilapidazione del denaro pubblico. Dato che è una storia affascinante, ma complicata, dobbiamo chiedere al lettore un po' di attenzione in più e tanta pazienza. Siamo certi che sarà ben ripagato dal fascino che emana.
Esattamente un anno fa, i consiglieri di Grugliasco Democratica sollevarono il problema dei costi e della sarabanda di gestori/proprietari del tendone con una interrogazione al sindaco (leggi qui). Chiedevano conto dei costi effettivi dell'impianto, da chi erano stati sopportati e in quale misura. Lo stesso per i costi di installazione e manutenzione, ordinaria e straordinaria; volevano sapere quali fossero stati i contributi pubblici erogati e da chi, poi anche come erano stati spesi. Soprattutto chiedevano conto delle ulteriori somme che il Comune ha voluto/dovuto sborsare per acquisire il tendone e assegnarlo al "nuovo" gestore. Materia complicata, ma solo in apparenza, visto che il sospetto che aleggia è che la complicazione sia stata costruita ad arte.
Quattro mesi dopo, giugno 2018, il Comune finalmente risponde (leggi qui). Ecco la ricostruzione della storia e del movimento dei quattrini in base alle risposte ufficiali e agli atti adottati delle amministrazioni comunali che si sono succedute.
2008, giugno: l'amministrazione comunale approva un progetto denominato "Casa dei Mestieri", presentato da un'associazione privata, il Centro di Cooperazione Culturale (Casa Sonora) che prevede fra le altre attività, la costruzione del Palatenda (poi TLS). Questa associazione porta in dote un contributo regionale di € 95.000 proprio per il tendone: non si capisce come l'abbia avuto e quale ruolo abbia avuto l'amministrazione del tempo, che considera la "dote" sufficiente a escludere qualunque procedura di evidenza pubblica, giusto per vedere se qualcuno aveva di meglio da offrire (leggi delibera). Pazienza, ma nella delibera c'è una frase che dovrebbe placare tutti: dopo dieci anni, vale a dire alla fine del 2018, la struttura sarebbe diventata del Comune.
2009: consolidato il fidanzamento fra il Comune (per tramite della sua società Le Serre) e il Centro di Cooperazione Culturale, la Regione finanzia l'impresa con ulteriori € 50.000. Siamo a € 145.000.
Il Comune, forse per non essere da meno della sposa, finanzia anch'esso l'impresa con i lavori di costruzione delle fondazioni e degli impianti: € 120.015,68 spesi direttamente, e altri € 30.100 per tramite della Società Le Serre (sempre soldi del Comune). Siamo arrivati a € 296.115,68. Nel mentre che paga ribadisce per fortuna che, alla scadenza dei dieci anni, il Palatenda sarebbe diventato del Comune, gratis (leggi delibera).
2012: due anni dopo l'inaugurazione in pompa magna. Il Centro di Cooperazione Culturale comunica alla Società Le Serre, cioè al Comune, che non è più in grado di fare fronte ai debiti e agli impegni assunti. Insomma, si ritirano, restituiscono le chiavi al Comune. Pazienza, in circostanze simili il Comune - pur sempre "proprietario virtuale" della struttura in concessione e poi effettivo dal 2018 - potrebbe subentrare all'associazione rilevandone i mutui accesi per la costruzione della struttura, pagarli per il tempo che serve a estinguerli  e diventare così padrone del bene (si chiama manvleva). Ma a Grugliasco no.
2013, giugno. La Società comunale "Le Serre" acquisisce il tendone pagandolo al Centro di Cooperazione Culturale secondo una stima che la stessa società comunale ha commissionato a un professionista. Siccome non siamo sicuri di aver ben compreso il contenuto del resoconto che la società Le Serre ha presentato, lo alleghiamo qui. Per quel che abbiamo compreso,  parrebbe che il Comune si sia accollato altri € 340.000 di spese. Così arriviamo a € 636.115,68!
2014, settembre. La società comunale "Le Serre" - che ha indetto una gara pubblica per affidare la gestione del tendone per tre anni - la assegna all'Associazione Qanat Arte e Spettacolo in cambio di un canone annuo di € 20.000 (non copre nemmeno le rate del mutuo da pagare per l'acquisto del bene). Qui la Convenzione fra Le Serre e Quanat di Paolo Stratta.
2018. Il Comune decide di accorpare in un unico appalto, il Palatenda, il Teatro Perempruner e la foresteria di villa Claretta. Vince la gara la Fondazione Cirko Vertigo di Paolo Stratta. Canone annuo € 5.000.
In un solo colpo l'amministrazione, per tramite della sua società fantoccio, ha:
a) strapagato - almeno, secondo gli atti ufficiali forniti - un manufatto che poteva essere rilevato risparmiando considerevoli quantità di denaro pubblico. Stando agli stessi atti ufficiali del comune oggi il Palatenda sarebbe pubblico e acquisito senza spendere un euro; la sarabanda ha comportato un danno che non possiamo quantificare nel dettaglio, ma che facilmente si evince dalle somme che abbiamo riportato sopra:
a) ridotto di un quarto (da 20.000 euro a 5.000) il gettito del canone del Palatenda, di cui si continuano però a pagare le costose rate dei mutui accesi per ricomprarlo strapagandolo;
b) cacciato dalla città una compagnia teatrale di rilievo nazionale, forse poco avezza ad abbassare la testa di fronte alla protervia del sindaco (leggi) e degli sgherri al seguito;
c)  regalato un teatro (ristrutturato su misura per chi vincerà poi al gara, che combinazione!) e una foresteria praticamente senza incassare un soldo.
E c'è ancora chi pensa che siano dei dilettanti. Peggio, c'è chi ha già dimenticato che, mentre avvenivano tutte queste operazioni, l'attuale sindaco ne era l'attore principale, prima come assessore delegato, poi come sindaco eletto. Forse è per questo che Cirko Vertigo di Paolo Stratta, espone la sua augusta figura nella sezione dedicata allo staff della Fondazione.
Terry McIver


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