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Il "paese dei balocchi"... era una bufala!

Certe storie di questa amministrazione sono talmente assurde che si fa fatica e raccontarle. Un mese fa grande battage pubblicitario: ristrutturazione delle Gru, fermata ferroviaria già pronta per trasportare gente a spendere, multisala da 12 film dove il sindaco avrebbe potuto portare la famiglia, tutti felici perché avrebbe riportato "il cinema a Grugliasco" (leggi intervista a Proietti). Lui che ricorda ancora con poetica nostalgia quando andava al Cinema Roma, ora condominio, porterà e riporterà di tutto e di più, riqualificando borgate dimenticate!
Bene, era tutta una bufala! Oltretutto amplificata dai giornalisti del partito, televisivi e della carta stampata, sempre pronti a correre in aiuto del potente di turno. Qualcuno di noi aveva provato ad avanzare qualche riserva e a chiedere dove fossero le carte, i contratti, le varianti, gli impegni e le gare... Ma si sa che in questo paese chi chiede trasparenza e rispetto delle regole passa per rompiballe, una specie di ostacolo al progresso e allo sviluppo, un nemico dei tantissimi posti di lavoro che queste e altre iniziative creano come per magia. Una magia da babbaloni, come anche in questo caso.
A riportare tutti coi piedi per terra non è arrivata la solita denuncia politica o la protesta di qualche ambientalista fuori tempo, ma una missiva dello Studio Lazzari Associato in rappresentanza della MARGI s.r.l. che gestisce il Cinema Ideal di Torino (leggi). La missiva comincia  col ricordare al sindaco che la pubblica amministrazione deve operare con  rispetto de "la trasparenza e la partecipazione alle scelte di governo del territorio". Ovviamente per segnalare al sindaco che, almeno nel caso della "multisala Armano" - una delle tre meraviglie insieme alla fermata ferroviaria e al restyling della Shopville Le Gru - la trasparenza sembra lasciare a desiderare: con quale criterio e in seguito a quale gara di evidenza pubblica il Comune ha scelto una società (la SOGI srl) piuttosto che un'altra? 
Più avanti la missiva ricorda che una Pubblica Amministrazione parla attraverso atti, formalmente rispettosi delle leggi vigenti... e che, al momento dell'annuncio urbi et orbi, di atti recenti non ve ne era nessuno. Come fa un Comune a mandare in giro disegni, a indire conferenze stampa con partner mai definiti con procedure certe e documentabili ad annunciare tempi e modalità di realizzazione di opere che neanche prevede nei suoi strumenti urbanistici? Così i cittadini, imprenditori compresi, non sono tutti trattati nello stesso modo: c'è sempre qualcuno più amico, più uguale, con gli agganci più giusti e i tempi che servono a portare in porto l'operazione. Solo dopo il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare una Delibera di intenti (poco più che chiacchiere, senza dati e certezze) che avrebbe dovuto completare il pacchetto.
Le centinaia di posti di lavoro? Palle! Le cifre mirabolanti che avrebbero resa ricca Grugliasco? Altre palle. Straordinariamente simili a quella che giravano per Grugliasco trent'anni fa, accolte con entusiasmo dai cittadini creduloni e speranzosi di progresso facile.
Due osservazioni ulteriori contenute nella missiva meritano almeno di essere richiamate: dato che l'insediamento si trova a ridosso del Comune di Torino, ha provato il sindaco di Grugliasco a sentire la città metropolitana - nel cui piano territoriale sono ancora compresi interventi imponenti che ostacolerebbero l'operazione - e le autorità politiche e tecniche di Torino? A maggior ragione perché sono gli stessi strumenti urbanistici di Grugliasco a lamentare la congestione nell'area, già adesso, figuriamoci dopo.
E poi, chi ha la licenza per l'apertura del nuovo cinema? Sembrerebbe che le normative in materia siano piuttosto stringenti...
Della recupero della cascina Armano la missiva parla come di una bufala utile a giustificare una demolizione e ricostruzione (come tante volte abbiamo visto a Grugliasco che, non va mai dimenticato, è una cittadina nella quale un quartiere prende il nome da una cappella che è diventata un condominio).
La missiva conclude annunciando azioni legali da parte della MARGI srl e di altri gestori cinematografici esclusi dalla possibilità di formulare una loro proposta al Comune, a meno che non cambino le condizioni e non si rientri nella legalità.
Il Comune ha risposto con una nota... che non risponde alle domande (leggi). Verrebbe da dire "come al solito", se non fosse per il dispiacere che, questa volta, la risposta è anche controfirmata dal dirigente del settore Urbanistica al quale, evidentemente, non fa difetto la temerarietà.
Naturalmente siamo solo all'inizio di una faccenda che rischia di costare molto cara ai Grugliaschesi, a tutti. Anche ai clienti di questa amministrazione, a quelli che li incanti con un mq di asfalto sotto casa, a quelli che invocano equità e trattamento giusto... per gli altri e magari qualche favore per se stessi. A quelli che già pensavano di andare al cinema col sindaco "ispirato" e che, se le cose non tornano nella giusta strada, finiranno per vedere un cine di quelli che nella nostra città si vedono circa ogni venticinque anni.
Non finisce qui...
Mariano Turigliatto


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