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Teatro e desolazione: qualche notizia per capire meglio

Oltre 2500 visualizzazioni del post che annuncia la dipartita di Viartisti e la fine del Teatro Perempruner, hanno prodotto anche parecchie domande e precisazioni. Dato che si tratta di una perdita grave per Grugliasco, torniamo volentieri sull'argomento.
Il Piccolo Teatro Perempruner apre nella forma che conoscevamo nel 1997, ventun anni fa. La cappella ha una storia molto più lunga, da sempre parte di quella cittadina. Nel 1960 il comune acquisisce ciò che resta del complesso Maristi, cappella compresa, ma solo nel 1979 la apre al pubblico come teatro. L'inaugurazione avviene il 17 febbraio di quell'anno, il Teatro Idea di Torino rappresenta "Il cilindro" di Eduardo di Filippo. Fra gli attori, Eugenio Allegri, grugliaschese e destinato a una carriera importante.
Nel febbraio 1983 a Torino brucia il Cinema Statuto, mietendo 64 vittime, scattano nuove leggi sulla sicurezza dei locali e degli edifici pubblici. Il Teatro viene chiuso, diventerà il deposito dei sacchi di posta e pacchi dell'adiacente ufficio postale  per i 12 anni seguenti. Nel 1994 ripartono i lavori di recupero e ristrutturazione che porteranno all'inaugurazione nel 1997. Sarà proprio il grugliaschese Eugenio Allegri ad aprire il rinato teatro, - dedicato a Giancarlo Perempruner - e a inaugurare la conduzione della Compagnia Viartisti che ha vinto il bando (gara pubblica) predisposto dal Comune.
L'aspetto del Teatro è quello che vedete nell'immagine con su scritto PRIMA.
Nel corso degli anni a seguire dal Teatro è passato davvero un bello spaccato della cultura italiana: giornalisti, attori, compagnie... ma per capire conviene fare riferimento al sito di Viartisti. Lì trovate elenco, spettacoli e produzioni. In particolare, Viartisti si è affermata come la più genuina interpretata del Teatro come impegno civile.
Tre anni fa, abbondanti, la chiusura: dal tetto entra acqua, sono necessari lavori di ripristino e sistemazione. La stima del Comune: 4 mesi di lavoro e circa 132.000 euro di spesa, regolarmente iscritti a bilancio. Di anni ne sono passati tre e la spesa è più che triplicata. Tutto per trasformare il Teatro in una palestra con le sedie di plastica e un palco in fondo che, dato il nuovo assetto, sembra perfino dare fastidio. Cosa è successo?
Non sta a noi dirlo, possiamo solo fare qualche supposizione. Da qualche anno Cirko Vertigo, forte di appoggi e finanziamenti che gli altri se li scordano, con il consenso e con l'appoggio dell'amministrazione comunale, ha via via esteso la sua attività anche in settori diversi dal suo specifico, forse per bulimia di fondi pubblici, forse per appropriarsi completamente della gestione delle iniziative culturali della città. Invece di farsi garante della pluralità delle voci, garanzia di una proposta culturale ricca e variopinta, sindaco e giunta hanno preferito consegnare le chiavi della città a un unico operatore privato, aiutandolo a far fuori la concorrenza con un bando adeguato alla missione. La trasformazione del Teatro in palestra risponde alla concretizzazione di un accordo e di una volontà che mirava a farne una dependance della scuola di circo da ben prima che venisse esplicitato.
Leggendo il fitto programma di rappresentazioni e di produzioni che la Compagnia Viartisti ha messo in campo a Torino, visto che a Grugliasco è stata di fatto scaricata, il cuore si risolleva perché testimonia la bontà della proposta, ma si tratta di una perdita per Grugliasco. Non sostituita da qualcosa di nuovo che accompagni l'evoluzione, solo dalla speranza di riuscire a non morire pagliacci.
E hanno anche avuto il coraggio - giornalai lecca lecca al seguito - di definire quella del Perempruner, una riapertura...
Mariano Turigliatto

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