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Voto di scambio: elezioni inquinate?

Giusto ieri, 7 settembre 2018 in un gruppo fb molto frequentato appare il post che riportiamo nelle figura. Una signora rimprovera a un candidato del PD alle scorse amministrative di avergli promesso una casa popolare e di non aver poi tenuto fede alla promessa.
L'accusato è Matteo Bisceglia, 67 voti di preferenza nella lista del PD alle elezioni amministrative del 2017, un gran darsi da fare in feste e animazioni, estive e non, probabilmente anche con contributi del comune.
La signora ha pubblicato il post con nome e cognome - abbiamo verificato la sua identità - e sa che potrebbe essere denunciata per calunnia qualora avesse detto il falso, ma di questo non siamo noi ad occuparcene.
Se però quanto afferma la signora corrispondesse al vero, si tratterebbe di un vero e proprio terremoto:  il voto di scambio è un reato perseguito penalmente (leggi un caso).
Sempre nel caso in cui le affermazioni della signora fossero vere, balza agli occhi la coincidenza fra la caratteristica della promessa (casa popolare) e la carica di presidente dell'ATC che ricopre il responsabile della campagna elettorale di Montà e suo predecessore. Fatti che rinforzerebbero oggettivamente la promessa del Bisceglia.
Anche e soprattutto per questo è bene che il suo partito, il PD, spieghi cosa è successo ovvero smentisca ciò che è affermato dalla signora in questione. Che Mazzù e Montà facciano altrettanto.
E' anche evidente che, data la gravità della faccenda, i consiglieri di Grugliasco Democratica indagheranno in Comune per avere elementi sulla faccenda.
Niente male Grugliasco, vero?
Terry McIver


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