sabato 2 dicembre 2017

Acquarelax: lo spreco e il disprezzo

Circa un anno fa scoppiava la grana Acquarelax: chiusura a sorpresa, clienti a spasso con buoni acquistati in precedenza, polemiche e strepiti (leggi qui e qui). Anche in quel caso il Comune si fece vivo solo dopo che qui si sollevò il problema. La vicenda aveva qualcosa di strano, adesso ha anche dell'incredibile.
Ecco che cosa è successo nel corso di quest'anno: niente! Cacciati i gestori per morosità, sul sito della Società Le Serre, di completa proprietà del Comune, comparve una richieste di manifestazione di interesse: si era in primavera e una buona parte dei  grugliaschesi era impegnata a dimenticarsi di quello che era successo prima per tornare a votare il sindaco smemorato - forse in segreto sperando di potersi comportare come lui - quando partì questa specie di gara per aggiudicare la gestione dell'impianto. Le manifestazioni ci sono anche state, ma... alla prova dei fatti si sono tirati tutti indietro. . Questo sembra, a vedere lo stato in cui si trova l'impianto, chiuso da oramai un anno e abbandonato a se stesso da allora (la foto è del 1 dicembre 2017).  Qui l'ultima comunicazione de Le Serre in merito
Una bella figura per Comune, Università, Regione Piemonte e Società Le Serre, tutti indicati nella vetrina del centro, o semplicemente la testimonianza che i nostri amministratori, sindaco in testa, sono davvero dei Re Mida all'incontrario. Tutto quello che toccano diventa il contrario della ricchezza e i partner li accompagnano nelle figuracce.
Chi passasse di lì vedrà l'atrio illuminato a giorno: possono permetterselo, il Comune ha dato a Le Serre la gestione degli impianti fotovoltaici, invece di tenerseli e incamerare gli utili per ridurre le tasse dei cittadini. Dunque di corrente ne hanno fin che vogliono, giusto che la consumino alla faccia dei creduloni che continuano a votarseli.
A quanto ammonta il danno relativo all'anno di fermo della struttura? A breve qualche numero.
Terry McIver

domenica 5 novembre 2017

Triplo salto con avvitamenti: un appalto singolare

La gestione dei Centri di Formazione Fisico-sportiva del Comune (l'insieme dei corsi  sportivi proposti alla cittadinanza) è triennale e scade giusto nell'estate del 2017. Il Comune deve procedere a una nuova gara per il prossimo triennio e riceve nel mese di luglio due manifestazioni di interesse: la prima da ASD Centro Europa 01, che ha gestito l'attività nei due trienni precedenti, e ASD Spaziomnibus, che non risulta mai aver gestito questa tipologia di attività. Dunque "nuova" del settore, ma non in città, visto che gestisce i pre/post scuola e alcuni servizi educativi di supporto.
Il primo settembre i due operatori ricevono per pec il capitolato di gara: entro le ore 12 dell'11 settembre devono presentare la loro offerta, ovviamente congruente al capitolato. Il tempo stringe, occorre partire con le attività, pubblicizzarle, raccogliere le iscrizioni, organizzare... Già il giorno dopo, il 12 settembre, è prevista la prima seduta della Commissione che dovrà valutare le offerte. In realtà la prima adunanza della Commissione verrà fatta slittare esattamente di una settimana: già, non è ancora nemmeno stata nominata. la  nomina arriva solamente il 18 settembre (leggi), fra l'altro firmata dalla dirigente ai Lavori Pubblici del Comune, anche se si tratta di sport e i dirigenti che se ne occupano sono altri.
La Commissione di gara è composta da 4 persone: due commissari esperti (trattasi di due dipendenti del settore istruzione del Comune), un segretario verbalizzante (idem) e una presidente, la Dirigente del Settore Politiche educative di Collegno (leggi CV). Costei è anche l'unica a essere retribuita - oltre allo stipendio -  con un gettone di presenza di 300 euro a seduta. Parrebbe che nella commissione sia piuttosto carente la competenza sportiva, eppure al centro della gara c'è proprio lo sport. Peraltro la valutazione della qualità dei progetti presentati (che trattano di sport) sarà proprio il discrimine che determinerà il vincitore.
Il 19 settembre la commissione si riunisce in seduta pubblica e dichiara ammissibili entrambe le offerte presentate (leggi verbale), in quanto complete di offerta tecnica (70 punti max) ed economica (30 punti max). In pratica, fatta salva la somma posta in gara, 90 mila euro per il prossimo triennio, 70 punti saranno attribuiti al progetto e 30 al ribasso proposto da ciascuno dei due contendenti utilizzando una formula che ripartisce i punti in base all'importo del ribasso stesso. A seguire, nello stesso giorno, la commissione si riunisce in seduta non pubblica per valutare l'offerta tecnica: tutti e due i concorrenti ottengono lo stesso punteggio per quanto riguarda la proposta progettuale, l'impegno ad assumere il personale e l'incremento del numero dei corsi. Solo su una voce i due differiscono: si tratta della voce "risorse proprie", qui l'ASD Spaziomnibus riceve il doppio del punteggio di ASD Centro Europa 01 perché la "proposta presenta un'offerta formativa articolata". Dunque, alla fine della valutazione tecnica (!) ASD Spaziomnibus sovrasta ASD Centro Europa 01 di 5 punti (leggi verbale) su 10.
Il giorno dopo, 20 settembre, la Commissione si riunisce di nuovo in seduta pubblica per esaminare le offerte economiche e aggiudicare la gara al vincitore. Dal verbale (leggi) si ricava che ASD Centro Europa 01 fa l'offerta migliore, proponendo un ribasso del 5,20%, mentre ADS Spaziomnibus si ferma al 2%. La commissione assegna perciò 30 punti al primo e 11,6 al secondo. Sommando i punteggi dell'offerta tecnica e quelli dell'offerta economica, vince la gara l'ASD Centro Europa 01 (95 pt, contro gli 81,7 del concorrente). Dato che il tempo stringe, il vincitore viene preallertato informalmente, così può cominciare a lavorare in attesa della formalizzazione. Solo che...
Due giorni dopo, è il 22 settembre, cambia tutto: la Commissione torna a trovarsi e corregge l'errore di calcolo che dichiara di avere commesso (leggi). Così i punteggi relativi all'offerta economica vengono modificati in 30 all'ASD Centro Europa 01 e 29,05 al concorrente. Cambia anche il totale e
perciò il vincitore della gara risulta essere è l'ASD Spaziomnibus. Disappunto della rappresentante della sconfitta e gioia del rappresentante dell'ASD Spaziomnibus, Stefano Colombi, assessore (PD) all'Istruzione del Comune fino a  cinque anni fa, poi rieletto consigliere, non confermato alla carica di assessore  e dimissionario dopo poco.
Dato che ASD Centro Europa 01 ha formulato l'offerta economica migliore, la differenza a favore del concorrente l'ha fatta il progetto tecnico. In cosa si concretizza questa differenza? il progetto ASD Spaziomnibus racconta di De Coubertin, di pedagogia da facebook, di tante questioni inerenti il benessere umano e collettivo, insomma la solita rifrittura che tanto piace agli innamorati della sociologia dell'educazione e della new age (leggi). Il progetto di ASD Centro Europa 01 risponde alle richieste del capitolato in modo tecnico, schematico, senza fronzoli e abbellimenti psicopedagogici (leggi).
L'unica cosa che l'ASD Spaziomnibus sembra offrire in più è una generica la formazione degli operatori, ma il capitolato comunale chiedeva già che gli operatori fossero formati e abilitati.
Nella sostanza e andando a rileggere il capitolato - ovvero ciò che il Comune chiedeva ai due partecipanti - non appaiono i due offrire cose così radicalmente diverse da giustificare una così evidente disparità nella valutazione. Se nella commissione ci fosse stato un esperto di sport, sarebbero stati gli stessi il giudizio qualitativo sui progetti tecnici e, di conseguenza, il verdetto finale? Mah, chissà se è finita qui.
Mariano Turigliatto


lunedì 23 ottobre 2017

Essere giovane a Grugliasco

Ingresso Cascina Armano
So cosa state pensando: ecco l’ennesimo articolo sulle nuove generazioni che non trovano lavoro, non arriveranno alla pensione, non hanno rispetto per gli anziani, che si stava meglio quando si stava peggio... Tutto molto bello, ma lo scopo di questo pezzo è un altro: capire dove vanno i giovani di Grugliasco. Dove andranno a scuola, se continueranno a chiuderne e a mal-ristrutturare le vecchie (lo strano caso dell’Europa Unita con una sola palestra per troppi ragazzi). E dove vanno dopo scuola? Nei parchi pubblici direte voi, ovviamente se la giornata permette e se si riescono a risolvere certi piccoli problemi... Mi permetto quindi di offrire qualche consiglio al nostro amato sindaco, notoriamente aperto a qualsiasi suggerimento dato da persone al di fuori del suo harem politico:
· fornire a tutti i grugliaschesi di età compresa dai 5 ai 26 anni un bel machete con cui farsi largo fra l’erbacce che crescono incolte nei poco curati parchi cittadini;
· insonorizzare i giardini, così da evitare le lamentele dei 50enni annoiati che intasano i gruppi FB con post di “INDIGNAZIONE”, ritornando ai più simpatici “Kaffèèè?!?!”
Tolta la sottile ironia (se non la cogliete probabilmente siete affetti da “leghismo”), non è possibile che parchi come il Porporati o Le Serre non vengano sfruttati adeguatamente (come accade col Dalla Chiesa dei nostri vicini di Collegno). Basterebbe creare una zona concerti da utilizzare in estate (magari in collaborazione con gli eventi Le Gru), oppure abbattere quella muraglia che rende inaccessibile il Parco Le Serre, o perlomeno abbellirlo, magari con un bel contest di murales ispirato alla tradizione circense...
A proposito di Cirko, un parco culturale non può vivere solo di quello, dovrebbe accogliere quotidianamente mostre, esposizioni, spettacoli teatrali... appunto, cose di cultura, che magari non portano chissà quali introiti, ma che tanto farebbero bene alla nostra grigia città, addormentatasi nel suo passato industriale. Speriamo che l’amministrazione si svegli in tal senso. Anche perchè a goderne sarebbe tutto il centro della Città: via Lupo, spesso frequentata solo da palle di fieno che rotolano (regia non di Sergio Leone, bensì delle amministrazioni piddine); Viale Gramsci, che è una porcata in cui il traffico si arena come balene spiaggiate; Piazza Matteotti, destinata ad essere smantellata dal nuovo palazzo; e il Centro Commerciale Le Serre, che avrebbe davvero bisogno di clienti provenienti da eventi realizzati nei Parchi citati e di qualche attività un po’ più interessante... Magari un pub? Infatti, un altro problema che affligge i giovani grugliaschesi è “la fuga dei fegati”: non esiste un locale in cui chiudersi nei freddi sabato sera invernali e si è costretti ad emigrare verso altri lidi più provvisti (Collegno, Rivoli o Torino). Una città che accoglie un polo universitario (in espansione?) può rimanere sprovvista di centri tipicamente frequentati da studenti? (sono circa 3000 i ragazzi che vivono l’esperienza universitaria da deportati rispetto ai colleghi di Torino).
Oppure rimaniamo così, le ultime elezioni parlano chiaro: non ci dispiacciono le cose come stanno. Tanto basta prendere i mezzi pubblici per raggiungere facilmente gli altri paesi limitrofi in cui ci sono attività più interessanti da fare... ah già, i bus passano “ogni morte di Papa” e fanno tragitti assurdi senza riuscire a servire l’intera popolazione. Ma state tranquilli, va tutto bene, ci sarà sempre un nuovo cantiere pronto a cementificare, perchè questo è il futuro di Grugliasco: una colata di cemento in cui affondare dolcemente nella noia di una domenica pomeriggio, dove il sole splende ovunque tranne che qui.
Andrea Piscitello, 21 anni

mercoledì 18 ottobre 2017

Il sindaco e lo smarthphone: vi sta bene

"Ve lo dico chiaro: il mio parere è negativo su tutte le vostre proposte", ha detto più o meno così il sindaco fresco di rielezione a un consiglio comunale riunito lunedì sera, 16 ottobre. In linea con l'arroganza di cui ha già dato prova, perfino quando scoperto a non pagare la spazzatura. A chi non volesse credere che sia possibile che il sindaco agisca così, suggeriamo la visione dello streaming della seduta del Consiglio comunale qui. Lo vedrà anche stravaccato sulla sedia a giocare con lo smartphone. Il rispetto delle istituzioni.
All'ordine del giorno della seduta alcune interrogazioni presentate anche da Grugliasco Democratica, risposte non sempre pertinenti e viziate, come al solito, dai tentativi del sindaco di attribuire agli interroganti intenzioni censurabili. Niente di nuovo.
Al secondo punto l'approvazione delle "Linee programmatiche per il mandato 2017-2022", vale a dire la lista delle cose che l'amministrazione farà nei prossimi cinque anni di mandato. Proprio per consentire al sindaco appena eletto di  modificare e integrare il suo programma con suggestioni e proposte che vengono dall'opposizione o che sono maturate dopo le elezioni, la legge e il regolamento comunale prevedono che si possano presentare degli emendamenti al programma e che il Consiglio comunale li discuta e li voti.
Solo il gruppo consiliare di Grugliasco Democratica ha presentato emendamenti. In tutto 147  proposte di correzione e miglioramento del programma.  Si è offerta fin da subito la disponibilità a discutere con la maggioranza per concordare modalità di discussione che la rendessero più comprensibile e facessero risparmiare tempo. Per 15 giorni la maggioranza non ha fatto alcuna proposta.  Quando infine ci si è trovati, la proposta consisteva in un foglio anonimo con 56 numeri, che a detta dei latori indicavano gli emendamenti su cui la maggioranza (e l’amministrazione) intendeva esprimere un voto favorevole. La contropartita? Ritirarne altrettanti. O almeno 40! ….
Il tutto avrebbe dovuto avere la forma di un maxi emendamento che eliminava dal piatto un bel po' di emendamenti, accorciando i tempi e razionalizzando la discussione di quelli sopravvissuti. Il consiglieri di GD avevano qualche dubbio sulla fattibilità e hanno preso tempo per ragionarne col gruppo.
Comunque un canale di dialogo sembrava aperto...   e il giorno dopo i consiglieri di GD formulano una controproposta che andava nella direzione ipotizzata. Nessuna risposta, fino all’inizio del consiglio comunale di lunedì 16 ottobre. Chiusura totale, sfoggio di arroganza e autosufficienza.
Oltretutto gli emendamenti che l’amministrazione sembrava propensa ad approvare  erano quelli “che fanno fine, ma non impegnano” e quelli che davano chiarezza al loro testo. Così, in un clima di discussione che si presentava come “tipicamente grugliaschese” c’è stata un’interruzione per una ulteriore discussione ristretta: colpa nostra se loro non avevano predisposto un maxi emendamento. E via dicendo... il solito!
I consiglieri di GD hanno spiegato loro che era impossibile non seguire le regole e che avrebbero eliminato gli emendamenti su cui si conveniva a mano a mano che sarebbero stati posti in discussione, ritirandoli.
La risposta della maggioranza?  Che “Loro non si fidavano!”. Considerato l’approccio a cui siamo – ahimé - abituati, la cosa non può essere considerata offensiva. Ma fa riflettere su come ragionano abitualmente tra di loro. Insomma discussione chiusa!
O meglio, con la ripresa del consiglio comunale, è arrivata la dichiarazione del sindaco che apre questo post. Possiamo per ora risparmiarci i dettagli con cui il sindaco tentava di non assumersi la responsabilità di quanto detto e nello stesso tempo lo confermava. Visto che era un’affermazione avventata, abbiamo voluto testarla, avviando la discussione sui primi 18 emendamenti. Nessuna risposta da parte dei consiglieri. Nessuna risposta da parte del sindaco (in contrasto con il regolamento che prevede una replica dell’amministrazione).
E così, in alcuni casi, il sindaco neanche votava, tanto era impegnato a smanettare compulsivamente il suo smartphone. Singoli interventi tanto privi di stile quanto non pertinenti da parte di un paio di consiglieri, per il resto chiacchiericcio, boccacce, interruzioni, ridacchiamenti. Chi non ci crede, vada a vedere!
E così, verificato che “i consiglieri non erano telecomandati dal sindaco e ragionavano ciascuno con la sua testa” – come affermato in una sua reprimenda da tal Soncin (PD) – avendo verificato che questa era la scelta dell’amministrazione che evidentemente non si sentiva di affrontare una discussione che entrasse nel merito delle scelte di programma, abbiamo ritirato i restanti 129 emendamenti ( … perché in realtà erano 147…)Dunque un canale di dialogo sembrava aperto... salvo che tutto è finito lì. A ribadire che nulla è cambiato, la dichiarazione del sindaco ha rimesso le cose a posto: guai a fare proposte, guai esprimere opinioni e considerazioni per migliorare (almeno nelle parole) il governo della città. I suoi squadristi - fra i quelli ha brillato per ferocia tal Lopedote, la volta scorsa eletto nella lista di destra, quest'anno di nuovo in Consiglio con la lista della lampadina, quella che non è della parrocchia! -  a sbuffare, fare boccacce, interrompere, insomma a trasformare l'istituzione democratica in un mussoliniano "bivacco di manipoli" con l'evidente imbarazzo dei nuovi consiglieri, poco avezzi a questo stile.
In verità la seduta del Consiglio comunaleè andata avanti con l'approvazione di una mozione che esaltava l'antifascismo - quello di facciata, non quello che prevarica l'altro, che trasforma l'istituzione in un suk e le adopera per affermare la povertà di argomentazioni e la sistematica elusione del dialogo - poi tutti a casa. Poco oltre la mezzanotte, così oggi i consiglieri lavoratori dipendenti possono fare festa a spese dei loro elettori.
Lou Anne

lunedì 9 ottobre 2017

L'attività dei consiglieri di Grugliasco Democratica: le interrogazioni

Occuparsi del governo della città comporta seguire i grandi temi - per la verità pochissimi nella Grugliasco immobile di questi anni - e piccole, ma importanti, questioni che incappano con la vita di tutti noi.
Dopo la sfuriata di asfalto elettorale, tutto si è fermato (come era facile prevedere). Da qui l'interrogazione sui mancati lavori stradali in via Volta (leggi), via Girardi (marciapiedi e illuminazione pubblica) (leggi) e via Allason, un problema annoso al quale sempre promettono soluzione senza mai darla (leggi).
Sempre al Gerbido, una interrogazione (leggi) chiede conto della rimozione della staccionata in legno posata nel 2007 a protezione della pista ciclabile. Adesso non c'è più nulla al posto e non è chiaro chi e a che condizioni abbia rimosso e smaltito il legno.
Infine, gli appartamenti invenduti. L'Amministrazione comunale continua a dire che a Grugliasco la bolla immobiliare è esplosa meno che altrove e che è sempre alta la domanda di case in acquisto. Forse affermano tutto questo per giustificare le varianti continue al Piano regolatore e il proliferare di iniziative edilizie. In ogni caso queste affermazioni, a seguito di verifica effettuata, non sembrano essere supportate da dati oggettivi sulla quantità degli immobili invenduti e sui valori di mercato degli immobili cittadini. Di qui l'interrogazione (leggi).
Occuparsi di Grugliasco è anche questo.
Terry McIver

lunedì 2 ottobre 2017

Se questo è il programma del sindaco...

Come prevede la legge, il Sindaco appena rieletto ha presentato le sue Linee programmatiche per il quinquennio che ci aspetta. I consiglieri di Grugliasco Democratica le hanno lette e hanno presentato 145 emendamenti, proposte di modifica del testo licenziato dalla Giunta.
Ci sono proposte che cambiano il contenuto del programma, ma la gran parte degli emendamenti consiste in una semplice correzione della grammatica e riscrittura in Italiano corrente del testo che sindaco e assessori hanno partorito in questi primi 4 mesi di governo. Possibile che non sappiano scrivere in in Italiano? A scanso riportiamo un pezzo del capolavoro:
“Costruzione di spazi di lettura condivisa sul territorio delle principali trasformazionei che stanno investendo le famiglie e dei bambini della fascia 0-6 anni, anticipando i nuovi indirizzi della scuola dell'infanzia e orientando, nel complesso, le politiche connesse al tema della genitorialità, delle reti di auto aiuto e di come una città possa trasformarsi in funzione dei bisogni di bambini e famiglie.” (pag. 17)
Di frasi così è pieno il documento, insieme a ripetizioni e strafalcioni, possibile che non si siano neanche dati la pena di rileggere quello che hanno scritto?
Un programma deve poter essere comprensibile e verificabile, come faranno i cittadini (segnatamente i loro elettori) a controllare che quello che promettono poi lo facciano per davvero?
Questi quesiti e le tante osservazioni - frutto i un lavoro durato un'infinità di ore - i due consiglieri Cerruti e Proietti li presenteranno al Consiglio comunale di metà ottobre. Quando i 145 emendamenti saranno sottoposti alla valutazione dei consiglieri comunali. Per la cronaca, cinque anni fa, li bocciarono tutti. Forse perché venivano da qui.
Qui le Linee programmatiche della Giunta
Qui gli emendamenti di Grugliasco Democratica

sabato 23 settembre 2017

Europa Unita: il cittadino si sveglia... tardi!

Eccoli che cominciano: stiamo parlando delle famiglie degli allievi dell'Europa Unita. A un solo anno dalla sua riapertura - 8 anni e 5 milioni di euro dopo la sua chiusura per ristrutturazione - scoprono che alcune classi andranno a fare ginnastica nella palestra della Di Nanni. Non ci stanno in quella, piccola e solitaria, di una scuola appena finita di costruire!
Qua e là cominciano a comparire critiche sui corridoi troppo stretti per tutti quei ragazzi, sul numero troppo esiguo di servizi igienici, sulle dimensioni delle aule, sulla difficoltà di gestire attività e spazi dovendo fare in una scuola small quello che prima si faceva alla Gramsci, oltretutto con allievi in aumento. Queste ed altre riserve le avevamo avanzate in tempi non sospetti, quando ancora cercavamo di convincere i valenti e popolari amministratori grugliaschesi che i problemi di spazio e di distribuzione andavano affrontati e risolti prima che fosse troppo tardi.
Proprio a proposito della palestra, facemmo presente che la Buona scuola renziana prevedeva un aumento delle ore di sport e che la rispondenza delle dimensioni dei locali (aule, corridoi e bagni) alla norme non voleva dire che andasse bene così. Prevedere un po' di elasticità avrebbe certamente fatto del bene alla didattica e al confort di allievi e docenti. Invece no, numeri alla mano dirigente LLPP e sindaco a spiegare che i giovanissimi cittadini di Grugliasco potevano essere stipati lì dentro come conigli in allevamenti intensivi.
Chi criticava, lo faceva naturalmente per malanimo. Adesso i nodi cominciano a venire al pettine.
In questi casi, scoprire adesso di aver avuto ragione è più doloroso che dover ammettere l'essere stati in torto. Quando l'amministrazione Mazzù/Montà si imbarcò nell'impresa di accorpare due scuole medie nella più piccola delle due, avanzammo critiche e riserve. Arrivammo anche a richiamare gli edifici scolastici più recenti in altri comuni, dove ad aule spaziose corrispondono spazi esterni attrezzati, palestre e locali per attività di laboratorio in misura ben superiore alle previsioni di leggi vecchie di decenni.
Ma niente: erano troppo occupati ad assecondare il lievitare spaventoso dei costi, accompagnato da ben cinque varianti di cui sarebbe bene che gli enti preposti si occupassero.
Ai genitori lamentosi e  protestanti: parecchi di voi li hanno rivotati, vuol dire che ve li meritate. Spiace per gli altri, soprattutto per i ragazzi.
Terry McIver

mercoledì 23 agosto 2017

Parco Porporati: uno specchio della città

Al centro della nostra città c'è un parco, lo conoscono a frequentano tutti. E' un po' il centro vero, quello dove ci si incontra/scontra, si fanno due chiacchiere, ci si rilassa o semplicemente si attraversa per andare da una parta all'altra del centro allargato. Si chiama Porporati perché l'area, fino a 35 anni fa era di proprietà della famiglie omonima. Espropriato dal Comune - al pari di molte altre aree su cui è sorta tanta parte delle abitazioni più moderne -, agli inizi degli anni '90 e forse per farsi perdonare l'abbattimento della manifattura spazzole di via Spanna, l'amministrazione decise che sarebbe diventato un parco. Intanto, già a partire dal 1987 erano partiti i lavori per lo spostamento del mercato da Piazza Matteotti alla sede attuale.
A maggio 1993 il parco è pronto, inaugurazione in tono minore - stavamo per entrare nella tangentopoli grugliaschese, quella che decapiterà il ceto politico della sinistra locale - e i cittadini prendono possesso, fra alberi ancora molto smilzi e erba che cresce a sprazzi. Hanno pazienza, riescono a intuire cosa diventerà il parco dopo che le essenze saranno sufficientemente cresciute. Per la cronaca, nel 1993 di alberi ce ne sono 464 di 22 specie diverse a cui si aggiungono 120 arbusti ornamentali. 
Il Parco Porporati nel maggio 1993
Sempre per la cronaca, l'area totale è di 78mila mq, la recinzione 1790 mt, il viale perimetrale (di recente modificato) valeva 970 mt., di cancelli per chiuderlo la notte 12.
Due anni dopo, siamo a fine 1995, il Comune pubblica questo interessantissimo libretto, di cui si erano perse le tracce e che abbiamo ritrovato. grazie alla disponibilità di amministratori del tempo. E' a disposizione di chi ne volesse prendere visione e/o riprodurlo. (mandare e-mail)
Parla della famiglia Porporati, di quello che si faceva in quell'area, del laghetto che stava al posto del monumento, del sottosuolo, del soprasuolo, delle tante leggende e storie vere che ne hanno costellato l'esistenza, delle attività umane e dell'aspetto degli edifici adiacenti. Contiene foto preziose dei lavori, sia per l'allestimento del parco che per la costruzione dell'area-mercato, ci racconta delle bealere, della ruota che ancora si vede nel parco, adesso vandalizzata anch'essa e lasciata nell'incuria più totale.  
A cosa serve tutto questo? Serve a raccontare a tutti quelli che vivono qui (e non solo a loro), che c'è un prima e un dopo, che il territorio si trasforma per effetto delle scelte dell'uomo e che queste non sono tutte uguali. Solo che gli effetti si vedono a  distanza, quando le persone hanno già avuto il tempo di dimenticarsi di chi ne è responsabile. In ogni caso, anche i numerosi "fenomeni da tastiera" dovrebbero fermarsi un attimo a leggere, a studiare a comprendere le scelte (e le battaglie) che hanno portato la città a essere quella che conosciamo oggi, nelle cose buone e in quelle meno.
Si fa un po' di fatica, ma fa tanto bene!
L. de Rossi

giovedì 20 luglio 2017

Condannato l'ex sindaco Mazzù

Cinque condanne e sette assoluzioni. Questo il bilancio della sentenza emessa stamani a conclusione del processo per il crollo del controsoffitto presso il padiglione principale de "Le Serre" a Grugliasco, avvenuto per fortuna in un momento in cui il locale era deserto.
Fra i condannati anche l'ex-sindaco Marcello Mazzù, attualmente presidente dell'ATC. La sua condanna è dovuta non al crollo - il sindaco non può essere individuato come colpevole quando tecnici certificano -, ma per l'omessa denuncia dell'evento, come bene sintetizza l'articolo su "La Stampa" di oggi.
L'articolo non è scritto dal corrispondente locale, infatti si capisce il contenuto.
L'ex-sindaco Mazzù è anche coinvolto in un altro procedimento giudiziario ben più insidioso di questo, relativo alla vendita di una casa popolare al padre di una deputata del suo partito (leggi).
Di tutta la faccenda, però, la vera notizia è anche l'amministrazione comunale non si era costituita parte civile nel processo, per rivendicare il danno che un simile comportamento omertoso ha arrecato all'immagine del comune e al complesso "Le Serre". Chissà perchè?
Terry McIver

lunedì 17 luglio 2017

Piazza Matteotti: siamo proprio sicuri?

Nel febbraio 1999 - dunque ben 18 anni fa - il Comune di Grugliasco pubblicò un testo dal titolo "reinventacittà", il catalogo dei 45 progetti presentati  nell'ambito del concorso di architettura che si era svolto l'anno prima. Il tema del concorso era la "ricomposizione dell'area centrale", ovvero come ridisegnare la piazza Matteotti senza snaturarne il carattere di cuore della città, ma prefigurandone l'assetto futuro anche in funzione del ripopolamento del centro cittadino. Le figure sono relative al progetto vincitore, "Le tre piazze", presentato da un gruppo di architetti di Genova.
Lo spostamento del mercato dalla piazza a viale Echirolles l'aveva privata di una sua funzione importante, sebbene ancora non si avvertisse il declino complessivo del centro cittadino perché le attività commerciali erano tante e abbastanza fiorenti. Pareva anche che il centro commerciale "Le Serre", aperto da sei anni, non avesse impoverito più di tanto il commercio locale. In compenso nell'area centrale c'erano ancora parecchi edifici fatiscenti e un ridisegno complessivo si rendeva necessario anche per riqualificare il patrimonio urbanistico.

Dato che, senza un progetto globale, è difficile compiere scelte oculate - e questo è tanto più vero quando si tratta di scelte irreversibili, come abbattere edifici e costruirne altri -, l'amministrazione comunale optò per il concorso: idee nuove, proposte alcune interessanti altre strampalate, ma un grande fervore e tanta voglia di ragionale sull'intreccio persone, ambiente di vita, assetto urbano. Questo fu il metodo, allora, e non lo si richiama per nostalgia o per passatismo. Fra l'altro il progetto vincitore prevedeva anche la posa di tettoie, immaginando di restituire alla piazza la sua sede di mercato, questa volta più ridotto e specializzato, così da attrarre anche consumatori che diversamente in centro e a Grugliasco non ci sarebbero venuti proprio.

Solo gli stupidi tentano di negare il passato o, peggio, di riscriverlo a loro uso e consumo. Solo gli scemi si aggrappano al passato come se fosse tutto da preservare e da venerare, incuranti del tempo che passa e delle trasformazioni che intervengono. Gli amministratori intelligenti e lungimiranti sanno trovare nel passato i richiami che servono a progettare cose buone per il futuro e, poi, a realizzarle al meglio.
Il progetto approvato dall'attuale amministrazione non va bene: desertifica la piazza, la inonda di cemento e intasa il centro di traffico e auto in sosta, anche perché rinuncia al già appaltato parcheggio sotterraneo. Il progetto, però fa parte del Pacchetto-Montà, che i grugliaschesi hanno appena mostrato di prediligere...
Come la mettiamo?




















PS I disegni e le foto sono tratte da "reinventacittà", edito dalla Città di Grugliasco (febbraio 1999)
Chi fosse interessato a saperne di più può scrivere una e-mail a grugliasco.democratica@gmail.com. Sarà ricontattato.