lunedì 9 ottobre 2017

L'attività dei consiglieri di Grugliasco Democratica: le interrogazioni

Occuparsi del governo della città comporta seguire i grandi temi - per la verità pochissimi nella Grugliasco immobile di questi anni - e piccole, ma importanti, questioni che incappano con la vita di tutti noi.
Dopo la sfuriata di asfalto elettorale, tutto si è fermato (come era facile prevedere). Da qui l'interrogazione sui mancati lavori stradali in via Volta (leggi), via Girardi (marciapiedi e illuminazione pubblica) (leggi) e via Allason, un problema annoso al quale sempre promettono soluzione senza mai darla (leggi).
Sempre al Gerbido, una interrogazione (leggi) chiede conto della rimozione della staccionata in legno posata nel 2007 a protezione della pista ciclabile. Adesso non c'è più nulla al posto e non è chiaro chi e a che condizioni abbia rimosso e smaltito il legno.
Infine, gli appartamenti invenduti. L'Amministrazione comunale continua a dire che a Grugliasco la bolla immobiliare è esplosa meno che altrove e che è sempre alta la domanda di case in acquisto. Forse affermano tutto questo per giustificare le varianti continue al Piano regolatore e il proliferare di iniziative edilizie. In ogni caso queste affermazioni, a seguito di verifica effettuata, non sembrano essere supportate da dati oggettivi sulla quantità degli immobili invenduti e sui valori di mercato degli immobili cittadini. Di qui l'interrogazione (leggi).
Occuparsi di Grugliasco è anche questo.
Terry McIver

lunedì 2 ottobre 2017

Se questo è il programma del sindaco...

Come prevede la legge, il Sindaco appena rieletto ha presentato le sue Linee programmatiche per il quinquennio che ci aspetta. I consiglieri di Grugliasco Democratica le hanno lette e hanno presentato 145 emendamenti, proposte di modifica del testo licenziato dalla Giunta.
Ci sono proposte che cambiano il contenuto del programma, ma la gran parte degli emendamenti consiste in una semplice correzione della grammatica e riscrittura in Italiano corrente del testo che sindaco e assessori hanno partorito in questi primi 4 mesi di governo. Possibile che non sappiano scrivere in in Italiano? A scanso riportiamo un pezzo del capolavoro:
“Costruzione di spazi di lettura condivisa sul territorio delle principali trasformazionei che stanno investendo le famiglie e dei bambini della fascia 0-6 anni, anticipando i nuovi indirizzi della scuola dell'infanzia e orientando, nel complesso, le politiche connesse al tema della genitorialità, delle reti di auto aiuto e di come una città possa trasformarsi in funzione dei bisogni di bambini e famiglie.” (pag. 17)
Di frasi così è pieno il documento, insieme a ripetizioni e strafalcioni, possibile che non si siano neanche dati la pena di rileggere quello che hanno scritto?
Un programma deve poter essere comprensibile e verificabile, come faranno i cittadini (segnatamente i loro elettori) a controllare che quello che promettono poi lo facciano per davvero?
Questi quesiti e le tante osservazioni - frutto i un lavoro durato un'infinità di ore - i due consiglieri Cerruti e Proietti li presenteranno al Consiglio comunale di metà ottobre. Quando i 145 emendamenti saranno sottoposti alla valutazione dei consiglieri comunali. Per la cronaca, cinque anni fa, li bocciarono tutti. Forse perché venivano da qui.
Qui le Linee programmatiche della Giunta
Qui gli emendamenti di Grugliasco Democratica

sabato 23 settembre 2017

Europa Unita: il cittadino si sveglia... tardi!

Eccoli che cominciano: stiamo parlando delle famiglie degli allievi dell'Europa Unita. A un solo anno dalla sua riapertura - 8 anni e 5 milioni di euro dopo la sua chiusura per ristrutturazione - scoprono che alcune classi andranno a fare ginnastica nella palestra della Di Nanni. Non ci stanno in quella, piccola e solitaria, di una scuola appena finita di costruire!
Qua e là cominciano a comparire critiche sui corridoi troppo stretti per tutti quei ragazzi, sul numero troppo esiguo di servizi igienici, sulle dimensioni delle aule, sulla difficoltà di gestire attività e spazi dovendo fare in una scuola small quello che prima si faceva alla Gramsci, oltretutto con allievi in aumento. Queste ed altre riserve le avevamo avanzate in tempi non sospetti, quando ancora cercavamo di convincere i valenti e popolari amministratori grugliaschesi che i problemi di spazio e di distribuzione andavano affrontati e risolti prima che fosse troppo tardi.
Proprio a proposito della palestra, facemmo presente che la Buona scuola renziana prevedeva un aumento delle ore di sport e che la rispondenza delle dimensioni dei locali (aule, corridoi e bagni) alla norme non voleva dire che andasse bene così. Prevedere un po' di elasticità avrebbe certamente fatto del bene alla didattica e al confort di allievi e docenti. Invece no, numeri alla mano dirigente LLPP e sindaco a spiegare che i giovanissimi cittadini di Grugliasco potevano essere stipati lì dentro come conigli in allevamenti intensivi.
Chi criticava, lo faceva naturalmente per malanimo. Adesso i nodi cominciano a venire al pettine.
In questi casi, scoprire adesso di aver avuto ragione è più doloroso che dover ammettere l'essere stati in torto. Quando l'amministrazione Mazzù/Montà si imbarcò nell'impresa di accorpare due scuole medie nella più piccola delle due, avanzammo critiche e riserve. Arrivammo anche a richiamare gli edifici scolastici più recenti in altri comuni, dove ad aule spaziose corrispondono spazi esterni attrezzati, palestre e locali per attività di laboratorio in misura ben superiore alle previsioni di leggi vecchie di decenni.
Ma niente: erano troppo occupati ad assecondare il lievitare spaventoso dei costi, accompagnato da ben cinque varianti di cui sarebbe bene che gli enti preposti si occupassero.
Ai genitori lamentosi e  protestanti: parecchi di voi li hanno rivotati, vuol dire che ve li meritate. Spiace per gli altri, soprattutto per i ragazzi.
Terry McIver

mercoledì 23 agosto 2017

Parco Porporati: uno specchio della città

Al centro della nostra città c'è un parco, lo conoscono a frequentano tutti. E' un po' il centro vero, quello dove ci si incontra/scontra, si fanno due chiacchiere, ci si rilassa o semplicemente si attraversa per andare da una parta all'altra del centro allargato. Si chiama Porporati perché l'area, fino a 35 anni fa era di proprietà della famiglie omonima. Espropriato dal Comune - al pari di molte altre aree su cui è sorta tanta parte delle abitazioni più moderne -, agli inizi degli anni '90 e forse per farsi perdonare l'abbattimento della manifattura spazzole di via Spanna, l'amministrazione decise che sarebbe diventato un parco. Intanto, già a partire dal 1987 erano partiti i lavori per lo spostamento del mercato da Piazza Matteotti alla sede attuale.
A maggio 1993 il parco è pronto, inaugurazione in tono minore - stavamo per entrare nella tangentopoli grugliaschese, quella che decapiterà il ceto politico della sinistra locale - e i cittadini prendono possesso, fra alberi ancora molto smilzi e erba che cresce a sprazzi. Hanno pazienza, riescono a intuire cosa diventerà il parco dopo che le essenze saranno sufficientemente cresciute. Per la cronaca, nel 1993 di alberi ce ne sono 464 di 22 specie diverse a cui si aggiungono 120 arbusti ornamentali. 
Il Parco Porporati nel maggio 1993
Sempre per la cronaca, l'area totale è di 78mila mq, la recinzione 1790 mt, il viale perimetrale (di recente modificato) valeva 970 mt., di cancelli per chiuderlo la notte 12.
Due anni dopo, siamo a fine 1995, il Comune pubblica questo interessantissimo libretto, di cui si erano perse le tracce e che abbiamo ritrovato. grazie alla disponibilità di amministratori del tempo. E' a disposizione di chi ne volesse prendere visione e/o riprodurlo. (mandare e-mail)
Parla della famiglia Porporati, di quello che si faceva in quell'area, del laghetto che stava al posto del monumento, del sottosuolo, del soprasuolo, delle tante leggende e storie vere che ne hanno costellato l'esistenza, delle attività umane e dell'aspetto degli edifici adiacenti. Contiene foto preziose dei lavori, sia per l'allestimento del parco che per la costruzione dell'area-mercato, ci racconta delle bealere, della ruota che ancora si vede nel parco, adesso vandalizzata anch'essa e lasciata nell'incuria più totale.  
A cosa serve tutto questo? Serve a raccontare a tutti quelli che vivono qui (e non solo a loro), che c'è un prima e un dopo, che il territorio si trasforma per effetto delle scelte dell'uomo e che queste non sono tutte uguali. Solo che gli effetti si vedono a  distanza, quando le persone hanno già avuto il tempo di dimenticarsi di chi ne è responsabile. In ogni caso, anche i numerosi "fenomeni da tastiera" dovrebbero fermarsi un attimo a leggere, a studiare a comprendere le scelte (e le battaglie) che hanno portato la città a essere quella che conosciamo oggi, nelle cose buone e in quelle meno.
Si fa un po' di fatica, ma fa tanto bene!
L. de Rossi

giovedì 20 luglio 2017

Condannato l'ex sindaco Mazzù

Cinque condanne e sette assoluzioni. Questo il bilancio della sentenza emessa stamani a conclusione del processo per il crollo del controsoffitto presso il padiglione principale de "Le Serre" a Grugliasco, avvenuto per fortuna in un momento in cui il locale era deserto.
Fra i condannati anche l'ex-sindaco Marcello Mazzù, attualmente presidente dell'ATC. La sua condanna è dovuta non al crollo - il sindaco non può essere individuato come colpevole quando tecnici certificano -, ma per l'omessa denuncia dell'evento, come bene sintetizza l'articolo su "La Stampa" di oggi.
L'articolo non è scritto dal corrispondente locale, infatti si capisce il contenuto.
L'ex-sindaco Mazzù è anche coinvolto in un altro procedimento giudiziario ben più insidioso di questo, relativo alla vendita di una casa popolare al padre di una deputata del suo partito (leggi).
Di tutta la faccenda, però, la vera notizia è anche l'amministrazione comunale non si era costituita parte civile nel processo, per rivendicare il danno che un simile comportamento omertoso ha arrecato all'immagine del comune e al complesso "Le Serre". Chissà perchè?
Terry McIver

lunedì 17 luglio 2017

Piazza Matteotti: siamo proprio sicuri?

Nel febbraio 1999 - dunque ben 18 anni fa - il Comune di Grugliasco pubblicò un testo dal titolo "reinventacittà", il catalogo dei 45 progetti presentati  nell'ambito del concorso di architettura che si era svolto l'anno prima. Il tema del concorso era la "ricomposizione dell'area centrale", ovvero come ridisegnare la piazza Matteotti senza snaturarne il carattere di cuore della città, ma prefigurandone l'assetto futuro anche in funzione del ripopolamento del centro cittadino. Le figure sono relative al progetto vincitore, "Le tre piazze", presentato da un gruppo di architetti di Genova.
Lo spostamento del mercato dalla piazza a viale Echirolles l'aveva privata di una sua funzione importante, sebbene ancora non si avvertisse il declino complessivo del centro cittadino perché le attività commerciali erano tante e abbastanza fiorenti. Pareva anche che il centro commerciale "Le Serre", aperto da sei anni, non avesse impoverito più di tanto il commercio locale. In compenso nell'area centrale c'erano ancora parecchi edifici fatiscenti e un ridisegno complessivo si rendeva necessario anche per riqualificare il patrimonio urbanistico.

Dato che, senza un progetto globale, è difficile compiere scelte oculate - e questo è tanto più vero quando si tratta di scelte irreversibili, come abbattere edifici e costruirne altri -, l'amministrazione comunale optò per il concorso: idee nuove, proposte alcune interessanti altre strampalate, ma un grande fervore e tanta voglia di ragionale sull'intreccio persone, ambiente di vita, assetto urbano. Questo fu il metodo, allora, e non lo si richiama per nostalgia o per passatismo. Fra l'altro il progetto vincitore prevedeva anche la posa di tettoie, immaginando di restituire alla piazza la sua sede di mercato, questa volta più ridotto e specializzato, così da attrarre anche consumatori che diversamente in centro e a Grugliasco non ci sarebbero venuti proprio.

Solo gli stupidi tentano di negare il passato o, peggio, di riscriverlo a loro uso e consumo. Solo gli scemi si aggrappano al passato come se fosse tutto da preservare e da venerare, incuranti del tempo che passa e delle trasformazioni che intervengono. Gli amministratori intelligenti e lungimiranti sanno trovare nel passato i richiami che servono a progettare cose buone per il futuro e, poi, a realizzarle al meglio.
Il progetto approvato dall'attuale amministrazione non va bene: desertifica la piazza, la inonda di cemento e intasa il centro di traffico e auto in sosta, anche perché rinuncia al già appaltato parcheggio sotterraneo. Il progetto, però fa parte del Pacchetto-Montà, che i grugliaschesi hanno appena mostrato di prediligere...
Come la mettiamo?




















PS I disegni e le foto sono tratte da "reinventacittà", edito dalla Città di Grugliasco (febbraio 1999)
Chi fosse interessato a saperne di più può scrivere una e-mail a grugliasco.democratica@gmail.com. Sarà ricontattato. 

mercoledì 5 luglio 2017

Elezioni 2017: la sintesi

L'11 giugno scorso gli elettori grugliaschesi erano complessivamente 31.718. A votare ci sono andati molto meno. La fotografia del comportamento elettorale è quella che riportiamo qui, attribuendo anche al non voto il peso che ha nei numeri.
Le riflessioni e le analisi sono tante, alcune più convincenti, altre molto meno, resta la partecipazione al voto tra le più basse registrate non solo in Piemonte.
Se poi si tratti di sfiducia generale, di mancanza di appeal dei candidati, di semplice disinteresse, poco importa.  

sabato 10 giugno 2017

Grazie!

Ciao a tutti!

Abbiamo terminato due mesi di campagna elettorale intensa ed appassionata. Non ricordo altri casi in cui ho visto crescere così tanto l’impegno, la passione e la voglia di fare. Ci siamo imposti di fare una campagna elettorale sorridente, rivolta alle persone e ci siamo riusciti. E nelle ultime due settimane non eravamo più noi a cercare le persone, ma erano in molti a chiederci il nostro materiale… tanto che negli ultimi tre giorni siamo stati in difficoltà avendo praticamente finito tutto!

Ancora questa mattina ho avuto conferma che il nostro punto di forza è stato l’aver proposto un’”idea”, oserei dire un “progetto”, di città diverso da tutti gli altri. E molti hanno colto che nel nostro progetto abbiamo veramente messo le persone al centro delle attività dell’amministrazione comunale. E come avete visto non è stato difficile. E’ stato sufficiente riunirci e discutere.

E quando gli spalatori di fango (…) hanno provato a darci addosso, alla fine si sono insozzati da soli. Va sempre a finire così, ma il merito è stato anche nostro, perché abbiamo “volato alto” e, avendo argomenti, è stato facile stare lontani dai comportamenti meschini. Ed adesso possiamo guardare a domani con un razionale ottimismo.

Personalmente posso solo ringaziare tutti. I candidati che si sono dati da fare oltre ad ogni aspettativa. Qualcuno giovedì sera diceva “ho fatto poco”. Non è vero L’accordo era di fare ciascuno quello che si sentiva e quello che poteva. E tutti hano fatto molto. Più di quanto potessimo sperare. Poi occorre ringraziare gli amici. Molti si sono impegnati facendo grandi cose (che poi sono il risultato di fare ovunque tante piccole cose).

E poi devo ringraziare - tutti dobbiamo ringraziare - tutti quei cittadini che ci hanno dedicato del tempo, discutendo di Grugliasco, discutendo di politica. Alcuni ci voteranno, altri no. Ma così come noi siamo sempre stati disposti a farci contaminare dalle idee degli altri, potete essere certi che anche il nostro lavoro ha contaminato positivamente un grandissimo numero di grugliaschesi

Grazie ed un abbraccio a tutti

Carlo

mercoledì 7 giugno 2017

Anche la Joannes lascia Grugliasco

E' ormai assodato: a fine giugno la Joannes chiude le residue attività dello stabilimento di Grugliasco. Ciò che resta finirà in Veneto, nella casa madre, gli stabilimenti Ferroli di Verona. Sul nostro territorio, ma difficilmente nello stabilimento di c.so Allamano, resterà un presidio per l'assistenza e il primo soccorso nel caso di guasti, 4/5 persone in tutto.
L'azienda era nata nel 1932 a Torino - fondatore il cavaliere Joannes -, vendeva bruciatori a nafta prodotti negli USA e ne garantiva assistenza e riparazioni. Dal dopoguerra in avanti l'azienda ha via via ampliato la gamma delle sue attività e dei suoi prodotti, finendo per diventare una importante realtà economica nazionale e internazionale. Poi la vendita, lo smantellamento progressivo delle attività, lo smembramento dell'azienda. Adesso la fine, il capannone è in vendita a 4 milioni di euro circa..
"Oltre all'impoverimento dell'area industriale di c.so Allmano, già provata dalle chiusure e ridimensionamenti, sale alla ribalta un problema ambientale non da poco: tetti in eternit fatiscenti, possibili depositi di materiali pericolosi da smaltire. La prossima settimana solleciteremo l'ARPA perché faccia un approfondito sopralluogo nell'area per mettere a fuoco i problemi. Sarebbe una beffa se, oltre a perdere lavoro, i Grugliaschesi dovessero anche sobbarcarsi costi e impegni per mettere in sicurezza l'area", così ha dichiarato Carlo Proietti. Incontrerà presto alcuni rappresentanti dei lavoratori rimasti per comprendere con loro come il Comune può al meglio adoperarsi per salvare il salvabile.
G. Lapalce

martedì 23 maggio 2017

Il sindaco colpisce ancora: agricoltura in ginocchio

Riunione tempestosa ieri pomeriggio (lunedì 22 maggio) in Comune. Alle 14,30 erano convocati i contadini grugliaschesi, i pochi rimasti, per affrontare una situazione che rischia di diventare drammatica: quest'estate non avranno l'acqua della bealera per irrigare i loro campi.
Prima di passare al dunque, una piccola nota di colore: l'incontro era convocato per le 11 - e gli agricoltori si sono puntualmente presentati -, solo che mancavano gli amministratori. Il sindaco non c'era, forse imprigionato dal cuore di cittadini; non c'era neanche un assessore, uno qualunque. Così, tutti a casa, tornare al pomeriggio.
Alle 14,30 accoglie gli agricoltori l'assessore pungiball Binda che illustra i termini del problema: per tutta l'estate gli agricoltori non avranno l'acqua della bealera, il canale che parte dalla Dora all'altezza di Alpignano e sfocia nel Sangone, nei paraggi di Mirafiori, dopo aver attraversato quel poco che resta delle campagne grugliaschesi. Infatti, rilievi effettuati hanno evidenziato la presenza nell'alveo del canale di detriti contenenti amianto e di metalli pesanti di varia natura. Dunque non si aprono le paratie per far passare l'acqua fino a quando i lavori di bonifica - a quanto pare già finanziati - non saranno appaltati ed eseguiti. Tempi previsti: almeno tre mesi.
Dunque, colture da buttare, soprattutto perché molti hanno piantato il mais, sicuri di disporre dell'acqua necessaria (parecchia) per l'irrigazione e nel tempo in cui occorre (adesso e per i prossimi mesi). Chiede uno dei convenuti, neanche il più arrabbiato: "Possibile che il Comune si svegli solo adesso? Non poteva il Comune avvisarci prima? Così avremmo seminato piante che richiedono meno acqua per crescere...".
Così si scopre che il Comune era a conoscenza dei dati delle rilevazioni già a inizio marzo, che non ha detto nulla agli utilizzatori della bealera, lasciandoli beatamente cuocere (a secco) nel loro brodo. Solo adesso, due mesi e mezzo dopo e alla fine della stagione della semina, si è ricordato che ci sono gli agricoltori... L'assessore pungiball ha scoperto solo ieri che le piante hanno bisogno di acqua per crescere e si è preso una settimana di tempo per cercare altre soluzioni.
Speriamo che le trovi, sennò quest'anno i raccolti andranno perduti e al Comune arriveranno cospicue richieste di risarcimento danni. Anche questa è l'eredità del sindaco uscente.
Mariano Turigliatto