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Data Center a Borgata Lesna

In pochissimi giorni e senza documentazione approfondita, il Cnsiglio Comunale è chiamato a pronunciarsi su una variante del Pianom Regolatore che trasformerebbe l'ex-Pininfarina in un Data Center

Ecco il contributo di Carlo Proietti e Simona Maffei. Lo leggeranno oggi, martedì 30 giugno 2026, ai consiglieri comunali e alla giunta per ricordare loro che opere impattanti devono essere studiate prima e che la città va adeguatamente informata prima che si decida. 


                                                              Grugliasco 30 giugno 2026

Data Center nell'area “ex Pininfarina”

“Realizzazione di Data Center nell'area “ex Pininfarina” in deroga alla strumentazione urbanistica vigente. Indirizzo in merito all’interesse pubblico alla deroga”.

Il tema dei Data Center è un tema potenzialmente vastissimo e considerati i tempi disponibili occorre attenersi all’oggetto della proposta di deliberazione.

“Realizzazione di Data Center nell'area “ex Pininfarina” in deroga alla strumentazione urbanistica vigente. Indirizzo in merito all’interesse pubblico alla deroga”.

Ed occorre fare riferimento alla documentazione fornita, in particolare alla documentazione prodotta dal proponente.

Ma sappiamo bene che una deliberazione “poco impegnativa“ come un “Indirizzo in merito all’interesse pubblico” in realtà è la premessa ad una serie di deliberazioni che saranno “vincolate” dal primo voto. Ed una richiesta di manifestare l’interesse pubblico, permette di presentare proposte generiche, che via via saranno dettagliate e - con buona probabilità - più pesanti e meno accattivanti. 

Ora, sono specialista in medicina del lavoro e specialista in igiene e medicina preventiva.  Ma non è questo il momento per parlare di effetti sulla salute. E’ una discussione complessa, che richiede tempo per la comprensione. In via estemporanea si può solo tifare: “contro” o “a favore”. Se si vuole seguire un metodo democratico, non lo si può fare qui ed adesso.

Ma esattamente cosa viene proposto?

La superficie del Data Center previsto per l’area della ex Pininfarina sarà di 31.500 mq (destinata all'hosting di server e apparati di rete).

La potenza dichiarata è di 200 MW.  E’ tanto o è poco?

Attualmente, la potenza complessiva installata dei data center in Italia si aggira intorno ai 600 MW, con una capacità di carico IT specifica di circa 410-500 MW.

Da ricerche documentali si prevede che per il 2030 L’Italia arrivi a 2 GW di potenza complessiva installata dei Data Center

Un Data Center lavora 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno.

In via teorica il data Center di cui parliamo potrebbe consumare 1.752 GWh/anno (pari a 1.752.000 MWh/anno o, se preferite, 1.752.000.000 KWh)

Cautelativamente possiamo considerare che il consumo reale possa attestarsi sul 75% del massimo teorico, con 3.600 MWh/giorno pari a 1.314.000 MWh / anno (1.314 GWh/anno)

Per avere un’idea, il consumo complessivo che avviene nella Città di Grugliasco (famiglie, servizi pubblici, illuminazione, industrie, ecc. ) corrisponde al 11% - 14% di tale consumo.

Per intendersi è più di 1/3 del consumo totale della città di Torino. In realtà il consumo totale di energia elettrica della città di Torino si aggira storicamente intorno ai 2.500 GWh all'anno (Gigawattora)

Energie rinovabili

Qualcuno dirà “Si, ma installano 38.000 metri quadi di pannelli solari!”. Il proponente indica una capacità di generazione elettrica di circa ~ 6 MW.

Il dato è in linea con la bibliografia da cui si ricava una potenza installata di picco stimabile tra 5,7 MW e 7,6 MW, per una produzione annua di energia stimata tra 6.800.000 e 9.000.000 kWh. (altre fonti stimano fino a 7.600.000 e 11.400,000 KWh) (7,6-11,4 GWh)

Ma concretamente cosa significa?

La potenza media effettiva è molto inferiore alla potenza di picco. Si può stimare che la potenza media effettiva giornaliera è circa il 15-25% della potenza di picco.

Quindi i pannelli solari forniranno da 8 a 13 GWh all’anno. Insomma i pannelli solari coprono tra lo 0,6 e l’1% dei consumi energetici.

Infatti è previsto un elettrodotto ad alta tensione, probabilmente da Pianezza a Grugliasco.

Sono previsti sistemi di stabilizzazione della rete

“Ciò richiede da parte di TERNA investimenti e adeguamenti della rete, ottenendo una stabilizzazione del sistema elettrico della zona, con benefici anche per le aziende, le strutture pubbliche e le unità residenziali limitrofe”

Si ritiene che il sistema di stabilizzazione sia ubicato nell’area e corrisponde ai 1.980 mq indicati negli allegati.  Ma sarà tutto lì? A carico di chi ricadrà la spesa?

Il proponente asserisce di avere presentato la proposta al Comune di Grugliasco 1 anno fa.

Ma dagli atti risulta una proposta di aprile 2026.

Perché se ci sono stati anche solo dei contati informali, per un progetto di questa entità dobbiamo chiederci come mai l’Assessore non abbia ritenuto di iniziare ad informare il consiglio comunale (commissioni congiunte) già nel 2025 anche per acquisire proposte e punti di vista utili per l’amministrazione.

La documentazione è assolutamente scarna. E per quanto risulta, non verificata. 

Quali informazioni tecniche ha acquisito l’Amministrazione in merito a tutti questi aspetti?

Le ha fatte valutare da tecnici competenti di parte pubblica?

Insomma come si è agito per valutare le “garanzie” asserite dal proponente? Quali sono i risultati?

Limitarsi a fare una commissione 5-6 giorni prima del Consiglio comunale è un approccio che denota o che non si sia capito di cosa si sta parlando, o che si vuole / deve portare avanti proposte che non si sa come gestire.

Sistema di raffreddamento

Viene asserito che si adotterà un << Raffreddamento a liquido in circuito chiuso “closed-loop” (Liquid-to-Liquid, L2L)>> che avrebbe le seguenti caratteristiche:

-       Elimina il fabbisogno di acqua per cicli evaporativi di raffreddamento (consumo praticamente nullo);

-       Riduce i consumi energetici del raffreddamento fino al 30% rispetto a sistemi tradizionali ad aria e/o ibridi aria-liquido;

-       Consente il recupero fino al 80–85% del calore generato, potenzialmente integrabile con reti di teleriscaldamento urbano (se IREN lo riterrà opportuno);

-       Riduce drasticamente l'impatto acustico, eliminando la necessità di ventilatori ad alta velocità e chiller tradizionali.

-       Inoltre, la collocazione della cabina elettrica utente in apposito fabbricato in cemento armato chiuso, annulla qualsiasi potenziale ronzio ed emissione rumorosa legati alla sottostazione elettrica.

Impatto idrico trascurabile

L'adozione di raffreddamento a circuito chiuso comporta un fabbisogno idrico strutturalmente inferiore (pressoché inesistente) rispetto a Data Center di generazioni precedenti, risultando compatibile con i vincoli di governance idrica territoriale.

Notoriamente i Data Center consumano molta acqua. Per intenderci, un data center da 200 MW consuma acqua come una città da 50mila abitanti.

Che esista la tecnologia citata è sicuramente vero. Ma occorre documentazione tecnico scientifica da var valutare a tecnici di parte pubblica. Ed occorre sapere dove sia stata adottata. Per poter valutare gli aspetti positivi, ma anche quelli negativi.

Non credo che qualcuno pensi che ci si possa basare sugli “accertamenti” condotti da un consigliere comunale…

E il fatto che Enti preposti se ne occuperanno, non cambia la situazione. Perché le scelte del Consiglio comunale non possono prescindere dalla conoscenza di questi fatti.

E si tratta di una tecnologia che da problemi di P FAS

I sistemi di raffreddamento a liquido a circuito chiuso (closed-loop) sono tecnologie in cui un liquido refrigerante (spesso una miscela di acqua e glicole propilenico) circola in un sistema sigillato. Assorbe il calore direttamente dai chip o dagli armadi server e lo trasferisce all'esterno tramite scambiatori di calore, azzerando quasi del tutto il consumo e l'evaporazione di acqua.

Ma dove finisce questo calore?

Riscaldamento delle aree limitrofe

L’emissione di calore dei Data Center nell’ambiente circostante è assolutamente rilevante. Fonti differenti indicano aumenti di temperatura da 1,2 a 2,0 °C fino a 500 metri di distanza. Altre fonti indicano che l’aumento possa essere solo” di 0,7 °C. ma che possa giungere a 4°C. (Non si considerano altri dati più estremi reperibili sul Web)

Abbiamo aree residenziali interessate.

Risulterebbe che il recupero di calore possa ridurre questo effetto.

Ma non può trattarsi di un’eventualità lasciata a futuri possibili interessi di altri soggetti

Per essere chiari, la principale modalità di recupero può essere il teleriscaldamento. Ma nella stagione estiva – quando la questione impatta di più, occorre trovare una soluzione.

Il calore disperso (o di scarto) può essere utilizzato per rinfrescare gli ambienti durante l'estate. Questo processo, chiamato teleraffrescamento o district cooling, funziona trasformando l'energia termica in energia frigorifera tramite macchinari specifici.

Come consiglieri comunali non possiamo asserire se sia una soluzione, se sia una soluzione praticabile. Ma dobbiamo pretendere che tale soluzione (o altra analoga) sia effettivamente considerata e praticata. E non sia una eventualità per inverdire la proposta di progetto

Il proponente non cita la cogenerazione elettrica. E c’è una ragione

Tecnicamente è possibile, ma l’efficienza dipende fondamentalmente dalle temperature dell’acqua in uscita. Che sono “basse” (anche solo 40 -60 °C. Secondo altre fonti un po’ superiori…)

Ed è bassa la differenza di temperatura tra acqua calda in uscita ed acqua di raffreddamento. Potenzialmente l’efficienza potrebbe raggiungere il 9%; nella pratica si  raggiunge il 2% - 5%

Considerata la localizzazione del Data Center anche questo dovrebbe essere considerato….

P FAS

Sono inquinanti tipici dei data center. E la tipologia di raffreddamento presumibilmente aumenta il problema.

Il tema non è neppure accennato.

Ferme restando le specifiche competenze degli Enti pubblici, dovrebbe essere evidente che solo garanzie elevate potrebbero permettere di accettare il progetto.

Per intendersi garantire che “saranno rispettati i limiti” è un’asserzione priva di significato. In primis perché è un obbligo di legge.

Ma poi, perché è evidente che i limiti saranno in via di progressiva riduzione.

Ciò che interessa sono le misure atte a limitare i PFAS; le misure tecniche atte ad evitare la fuoriuscita/dispersione. Le misure tecniche di contenimento.

Misure che - per un nuovo impianto – dovrebbero essere pesantemente sovradimensionate. E questo è parte anche del progetto dell’impianto e del progetto edilizio.

Ma quali sono i benefici per Grugliasco?

Dalla relazione risulta:

2. PROFILI DI INTERESSE PUBBLICO DELL'INTERVENTO

2.1 Rigenerazione urbana e riqualificazione territoriale

L'intervento proposto risponde a una strategia di rigenerazione urbana, coerente con:

-       Linee guida nazionali sulla riqualificazione di siti produttivi dimessi;

-       Obiettivi di sviluppo sostenibile territoriale del Comune di Grugliasco;

-       Eliminazione di una condizione di degrado strutturale e ambientale prolungato.

Benefici attesi:

A.    Bonifica ambientale del sito (già in corso e in fase di completamento);

B.    Progettazione e realizzazione di un nuovo isolato ad altro contenuto tecnologico riutilizzando suolo già urbanizzato e “consumato” evitando consumo di aree verdi o agricole;

C.    Ricadute positive in termini di ordine urbanistico e percezione del territorio; in particolare l'intervento in ordine al suo inserimento potrà prevedere la riqualificazione di spazi e/o edifici pubblici locali contribuendo a generare indubbie dinamiche positive sul contesto urbano dell'intera borgata;

D.    Gli addetti assunti dal Data Center si trasferiranno con le proprie famiglie, generando un indotto positivo anche sulla economia locale della borgata e del Comune di Grugliasco in generale (appartamenti in affitto e acquisto, ristoranti, negozi, ecc.);

E.    Durante la fase di costruzione pluriennale, è previsto l’impiego di circa 600-800 operai, che avranno esigenze di vitto e alloggio (anche in questo caso, ricaduta positiva sull’economia locale per affitti residenziali, ristorazione e commercio). Un ulteriore indotto economico per la borgata e la Comunità di Grugliasco.

 

Considerazioni

ü  Ridurre il consumo di suolo è una cosa giusta. E quindi ben venga il riutilizzo di aree industriali dismesse. Ma la domanda è “per l’area della ex Pininfarina un Data Center da 200 MW è una scelta opportuna?”

ü  La riqualificazione urbanistica, anche se non derivasse da oneri versati al Comune – può compensare l’impatto del Data Center?

ü  L’ipotesi del trasferimento degli addetti al Data Center (con le relative famiglie) a Grugliasco non è concreta. Siamo al confine tra i comuni di Grugliasco e Torino. E’ ragionevole ritenere che possano cercare casa più vicino, a Torino. Con costi tra l’altro inferiori.

ü  Rimanendo agli aspetti specifici, evitare il consumo di suolo è sempre una buona cosa. Ma l’eventualità di consumo di suolo non si pone sul territorio comunale

ü  Il lavoro di costruzione è transitorio e richiamerà soprattutto aziende specializzate da fuori. Già arriva l’università a saturare l’offerta….

 

 

Conclusioni

Considerazioni di ordine generale sulla direzione che i poteri economici hanno intrapreso (e fanno intraprendere al Mondo) sono importanti, ma esulano dalle competenze di un Consiglio comunale.

Ma crediamo che tutti debbano meditare. Se c’è un eccesso di consumi energetici, come possiamo proporre gli elettrodomestici a basso consumo e poi favorire consumi enormi?

Quanta parte dei benefici dell’IA va a favore della popolazione generale e quanta parte va a favore di un ristrettissimo numero di persone?

Mentre gli effetti indesiderati, quelli di cui il proponente non parla, sono a carico della popolazione.

Restando a Grugliasco,

Occorre rimandare a fine settembre, più probabilmente ad ottobre, l’approvazione della Delibera. Se la proposta è seria, il progetto si realizzerà comunque. Se invece gli ultimatum sui media servono ad evitare gli approfondimenti e le richieste di interesse della parte pubblica, allora è meglio che il progetto non si realizzi a Grugliasco. Già l’amministrazione porta al Consiglio comunale la proposta di far realizzare in deroga alle previsioni del Piano regolatore

 

1)     Acquisire ogni informazione sugli effetti dell’impianto sulla rete elettrica (e farla valutare ad esperti di parte pubblica)

2)     Verificare ogni possibilità per vincolare in tutto (o in parte significativa) i consumi del Data Center a produzione di energia da fonti rinnovabili.

3)     Verificare il percorso e l’impatto dell’elettrodotto che dovrebbe servire il Data Center.

Ricordiamoci che l'interramento degli elettrodotti scherma completamente il campo elettrico, ma non elimina il campo magnetico , che al livello del suolo per cavi interrati può essere anche doppio rispetto a quello di una linea aerea a parità di corrente, poiché i cavi sono molto più vicini alle abitazioni o alla superficie.

4)     Acquisire documentazione tecnico scientifica relativa al sistema di raffreddamento. E su dove sia stato adottato. da var valutare a tecnici di parte pubblica. Occorre valutare gli aspetti positivi, ma anche quelli negativi.

5)     Stimare su questa base gli effetti termici sull’ambiente circostante. Nelle diverse stagioni.

6)     Verificare la fattibilità teorica e pratica del recupero del calore per teleriscaldamento e telerinfrescamento.

7)     Verificare comunque la possibilità della cogenerazione elettrica.

8)     Inquadrare in dettaglio i rischi da PFAS

9)    Identificare le misure atte a limitare i PFAS e le misure tecniche atte ad evitare la fuoriuscita/dispersione e le misure tecniche di contenimento in caso di fuoriuscita.

 

Distinti saluti

                  Carlo PROIETTI                                             Simona Maffeis


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