venerdì 7 settembre 2012

Pillole di storia Grugliaschese 5



SANTA MARIA DELL’ORA… O SANTA MARIA DEL COLLE?

Qualche anno fa, una mattina mi squilla il telefono di casa. Rispondo e scopro che dall’altro capo del filo, c’era un volontario della Parrocchia di S. Maria che, mi spiega, mi chiamava da parte del parroco. Ovviamente la cosa mi stupisce: perché il parroco mi faceva cercare?
Il signore al telefono mi spiega che, stavano preparando la festa patronale e volevano scrivere un giornalino, sul quale raccontare la storia del quartiere; per prima cosa il don, voleva scrivere il motivo per cui questo si chiamava così, ma nessuno della parrocchia lo sapeva…
Comincio a sorridere a me stessa. Allora il don gli chiede di chiamare l’ufficio di S. Cassiano: la parrocchia madre di Grugliasco… Sicuramente loro dovevano saperlo!

Detto, fatto! Il signore che parlava con me chiama S. Cassiano, ma nessuno sapeva dare una risposta! La suora che si occupava anche (un po’) delle cose d’ufficio, gli dà il mio numero e gli dice di chiamare me: “perché lei sa sempre tutto!”

Mi scappava da ridere!

Ecco il motivo per cui mi aveva chiamata! E gentilmente mi chiede se per caso sapessi, perché il quartiere di Santa Maria si chiamava così? Sorridendo (ma lui non poteva vedermi) gli rispondo che si, ovviamente lo sapevo! E gli e lo spiego! Gaudio massimo dall’altro capo della linea telefonica: avevamo svelato l’arcano!
Ma forse ora la curiosità è venuta anche a voi!? Allora mettetevi comodi, perché la storia parte un po’ da lontano…
Siamo intorno all’anno 400 d.C. …Dopo l’Editto di Costantino che liberalizzava tutti i culti, si pone fine alle persecuzioni religiose, soprattutto verso i cristiani.
È certo che ancora durante l’epoca di costantiniana, le comunità cristiane dell’Italia del Nord si organizzano in diocesi con a capo un Vescovo. La prima diocesi del Piemonte è quella di Vercelli, il cui Vescovo era Eusebio. Non è chiaro però se la nostra Diocesi nasca per volere di questo Vescovo vercellese, oppure per decisione del Vescovo di Milano, Ambrogio. Comunque sia, primo Vescovo di Torino fu Massimo.

La figura di questo Vescovo è ancora oggi molto discussa, in quanto non si conosce la data certa della nascita ed incerta è anche quella di morte: si presume intorno al 420 d.C. Questo perché gli storici hanno ipotizzato (ma è quasi certamente così) che, i primi due Vescovi della nostra diocesi si chiamassero entrambi Massimo. La ragione che porta a questa seconda ipotesi è che altrimenti, si avrebbe un lasso di tempo troppo lungo, durante il quale si svolgerebbe l’arco della sua vita.
Secondo le notizie pervenute fino ad oggi, quest’arco di tempo, coprirebbe gli anni che vanno dal 375 al 470 d.C. circa. Ma già nel 451, dovrebbe essere stato in carica il secondo Vescovo Massimo.
Certo è che nella seconda parte del V° sec., venne costruita la basilica di S. Massimo a Collegno, per volontà dell’allora Vescovo e dove si dice che questo sia stato sepolto, alla sua morte. Tra l’altro non sono mai stati trovati i resti dei “Vescovi” Massimo in Torino ed era consuetudine all’epoca, che i Vescovi fossero sepolti in una chiesa da loro fondata.
Gli studi sulla chiesa di S. Massimo, durante le varie campagne di restauro degli ultimi cinquant’anni del secolo passato, portano a pensare che sia stata voluta dal secondo Massimo, verso la fine del V° secolo, viste le affinità stilistiche e tecnico-costruttive, con edifici analoghi e contemporanei a questo.
La basilica di S. Massimo è anche chiesa madre di S. Cassiano e durante gli anni in cui ancora era Vescovo Massimo, pare sia stata edificata sulla duna di S. Maria, l’omonima chiesa voluta anche questa dallo stesso Vescovo. Molti scritti, che trattano della biografia di Massimo II° e della storia della chiesa di S. Massimo, raccontano che spesso egli fosse presente nella chiesa di Collegno e volendo ritirarsi solitario in preghiera, andasse (attraverso i campi) fino alla cappella di Santa Maria dell’Ora (in regione Li Valloni). Per un po’ di tempo la chiesa ha avuto due nomi, a seconda dei suoi “visitatori”. Per i collegnesi era S. Maria dei Colli, per il fatto che vi giungevano alle sue spalle ed era visibile soltanto l’edificio sul “colle” sabbioso. Mentre per i grugliaschesi, era indicata come S. Maria dell’Ora, perché sul muro del lato sud, esisteva una meridiana. Probabilmente l’orientamento era analogo a quello della meridiana della nostra torre civica.
Se ne parla anche in documenti del XIV° secolo, del Duomo di Torino.

Una carta militare del 1640, disegnata dal Capitano Agostino Parentani (conservata all’Archivio di Stato di Torino), mostra la chiesa come punto mediano di distanza, sull’Antica via di Francia, tra Grugliasco e Collegno. La chiesa è indicata in modo chiaro, mentre mancano le altre cappelle e chiese dei dintorni: ad esempio S. Massimo, S. Rocco, quella di S. Lorenzo o quella dello Spirito Santo del Gerbido, ecc…
Doveva essere abbastanza grande e così ben visibile da essere indicata come punto di riferimento strategico-militare. Alcuni anni prima (1611-12) vi fu una discussione sull’appartenenza al comune di Collegno, piuttosto che di Grugliasco, tanto che dovettero intervenire anche l’Arcivescovo Broglia ed il Principe. Si concluse la disputa con l’inclusione della duna nel territorio del comune collegnese.

La sua storia termina nel 1734, quando venne demolita per ordine dell’Arcivescovo Francesco Gattinara al parroco di Collegno, perché ormai fatiscente. Un peccato, perché da documenti d’archivio si sa che fosse dotata di un campanile ed al suo interno vi fossero diverse pitture, che raffiguravano ad esempio una pietà, santi ed angeli.

Santa Maria dell’Ora pare, essere stata la prima chiesa edificata, sul nostro territorio o suoi immediati pressi. Qualche secolo dopo troveremo le prime citazioni della presenza di San Cassiano nella curtis di Grugliasco, ma questa è un’altra storia…
 
 

Riferimenti:

it.wikipedia.org
www.comune.torino.it
www.diocesi.torino.it
“La chiesa di San Massimo di Collegno” di Daria De Bernardi Ferrero – Lions Club Rivoli Valsusa – Gruppo Archeologico “Ad Quintum”.
“Ad Quintum” bollettino 2002, n. 10. – www.adquintum.com
“Grugliasco, appunti per una sua storia” – Fascicolo terzo, parte terza – Edizioni Arti Grafiche San Rocco – Grugliasco (TO) – 1995
 
Manuela Mariuzzo