lunedì 23 ottobre 2017

Essere giovane a Grugliasco

Ingresso Cascina Armano
So cosa state pensando: ecco l’ennesimo articolo sulle nuove generazioni che non trovano lavoro, non arriveranno alla pensione, non hanno rispetto per gli anziani, che si stava meglio quando si stava peggio... Tutto molto bello, ma lo scopo di questo pezzo è un altro: capire dove vanno i giovani di Grugliasco. Dove andranno a scuola, se continueranno a chiuderne e a mal-ristrutturare le vecchie (lo strano caso dell’Europa Unita con una sola palestra per troppi ragazzi). E dove vanno dopo scuola? Nei parchi pubblici direte voi, ovviamente se la giornata permette e se si riescono a risolvere certi piccoli problemi... Mi permetto quindi di offrire qualche consiglio al nostro amato sindaco, notoriamente aperto a qualsiasi suggerimento dato da persone al di fuori del suo harem politico:
· fornire a tutti i grugliaschesi di età compresa dai 5 ai 26 anni un bel machete con cui farsi largo fra l’erbacce che crescono incolte nei poco curati parchi cittadini;
· insonorizzare i giardini, così da evitare le lamentele dei 50enni annoiati che intasano i gruppi FB con post di “INDIGNAZIONE”, ritornando ai più simpatici “Kaffèèè?!?!”
Tolta la sottile ironia (se non la cogliete probabilmente siete affetti da “leghismo”), non è possibile che parchi come il Porporati o Le Serre non vengano sfruttati adeguatamente (come accade col Dalla Chiesa dei nostri vicini di Collegno). Basterebbe creare una zona concerti da utilizzare in estate (magari in collaborazione con gli eventi Le Gru), oppure abbattere quella muraglia che rende inaccessibile il Parco Le Serre, o perlomeno abbellirlo, magari con un bel contest di murales ispirato alla tradizione circense...
A proposito di Cirko, un parco culturale non può vivere solo di quello, dovrebbe accogliere quotidianamente mostre, esposizioni, spettacoli teatrali... appunto, cose di cultura, che magari non portano chissà quali introiti, ma che tanto farebbero bene alla nostra grigia città, addormentatasi nel suo passato industriale. Speriamo che l’amministrazione si svegli in tal senso. Anche perchè a goderne sarebbe tutto il centro della Città: via Lupo, spesso frequentata solo da palle di fieno che rotolano (regia non di Sergio Leone, bensì delle amministrazioni piddine); Viale Gramsci, che è una porcata in cui il traffico si arena come balene spiaggiate; Piazza Matteotti, destinata ad essere smantellata dal nuovo palazzo; e il Centro Commerciale Le Serre, che avrebbe davvero bisogno di clienti provenienti da eventi realizzati nei Parchi citati e di qualche attività un po’ più interessante... Magari un pub? Infatti, un altro problema che affligge i giovani grugliaschesi è “la fuga dei fegati”: non esiste un locale in cui chiudersi nei freddi sabato sera invernali e si è costretti ad emigrare verso altri lidi più provvisti (Collegno, Rivoli o Torino). Una città che accoglie un polo universitario (in espansione?) può rimanere sprovvista di centri tipicamente frequentati da studenti? (sono circa 3000 i ragazzi che vivono l’esperienza universitaria da deportati rispetto ai colleghi di Torino).
Oppure rimaniamo così, le ultime elezioni parlano chiaro: non ci dispiacciono le cose come stanno. Tanto basta prendere i mezzi pubblici per raggiungere facilmente gli altri paesi limitrofi in cui ci sono attività più interessanti da fare... ah già, i bus passano “ogni morte di Papa” e fanno tragitti assurdi senza riuscire a servire l’intera popolazione. Ma state tranquilli, va tutto bene, ci sarà sempre un nuovo cantiere pronto a cementificare, perchè questo è il futuro di Grugliasco: una colata di cemento in cui affondare dolcemente nella noia di una domenica pomeriggio, dove il sole splende ovunque tranne che qui.
Andrea Piscitello, 21 anni