domenica 2 aprile 2017

Università: nel fumo della propaganda si fa strada la realtà

In questi giorni la grancassa dell'Accordo di Programma fra il Comune e l'Università per la realizzazione del Polo scientifico ha vibrato in tutta la sua intensità, fra disegni scintillanti e proclami trionfalistici. L'Accordo di programma sottoscritto di recente è il quarto nell'arco degli ultimi 12 anni - di solito a ridosso delle scadenze elettorali - , nessuno di questi ha prodotto alcun risultato che andasse ad aggiungersi al Polo realizzato (questo per davvero!)  negli anni fra il 1999 e il 2002. Siamo andati a leggere i contenuti veri dell'Accordo ed ecco cosa abbiamo scoperto (leggi anche tu il Progetto)
Di tutte le opere previste, l'unica che sarà quasi certamente realizzata è l'immobile indicato nella figura, una specie di protuberanza in mezzo al prato che separa il muro dell'attuale insediamento universitario dall'area di rispetto del pozzo dell'acquedotto. Si tratta di un edificio di circa 15.000 mq (le misure sono ancora in corso di definizione), destinato ad ospitare Chimica e Scienze della Terra, mentre il resto dei Dipartimenti del Corso di Laurea in Scienze resterà dov'è, almeno per ora. Per questo, in sede di approvazione dell'Accordo di Programma in consiglio comunale abbiamo provato a dire che, visti i tempi e l'aleatorietà dei finanziamenti e degli impegni, forse è meglio che lo stesso edificio, invece che compromettere tutta un'area, venga realizzato all'interno dell'attuale perimetro dell'Università.
Non sarebbe un bel regalo ai grugliaschesi di domani una protuberanza come quella che si vede nei progetti dell'università.
Non è questa l'unica sorpresa che abbiamo ricevuto leggendo gli atti, invece che la propaganda. Dato che siamo davvero convinti che l'Università porta occasioni alla città e ne diventa una risorsa, vorremmo che anche voi - cari lettori - deste uno sguardo ai progetti e ai piani. Potrete provare anche voi la vertigine che ci prende quando la propaganda e la realtà sono troppo lontane fra loro.
Mariano Turigliatto