domenica 24 aprile 2016

Il sindaco zoppo e il Consiglio che non c'è

Mercoledì 20 la seduta del Consiglio comunale è andata deserta per mancanza del numero legale (leggi il racconto di Proietti). In pratica mancavano i consiglieri necessari per cominciare la seduta; mancavano quelli di maggioranza, quelli di opposizione attendevano che arrivassero per darsi presenti. Dunque, seduta saltata e delibere rinviate a momenti migliori. Sindaco, violaceo e minaccioso, che riunisce gli assessori nel corridoio e non risponde all’appello della presidente del Consiglio, preferendo risultare assente e lasciando ai suoi la figuraccia del mancato numero legale. 
Di cosa si è trattato? Incidente di percorso - succede che le persone abbiano da fare  e non possano essere presenti, specie se non fanno politica per mestiere. Il sottoscritto, ad esempio, era lontano per impegni di lavoro-, oppure volontà deliberata da parte di alcuni consiglieri della maggioranza grugliaschese di segnalare qualcosa, ad esempio un disagio, un imbarazzo, una dissociazione?
Naturalmente le interpretazioni si sono subito tutte buttate sulle critiche da bar ad uso e consumo di quelli che non cercano di capire, di farsi un’idea loro, perché hanno appaltato il cervello ad altri o perché è troppa fatica: consiglieri fannulloni, cospirazioni, manovre poco chiare, trame assassine e via con le dietrologie. Al coretto, per la verità assai esiguo, si sono poi aggiunti i tanti che hanno qualcosa da nascondere o di cui vergognarsi. Ma questa è un’altra storia.  
Non sappiamo quale sia la spiegazione – certamente non siamo noi a coltivare relazioni e contatti tali da permetterci di parlare per altri -, ma non bisogna certo essere degli indovini per intuire le ragioni di questa agitazione e di queste manifestazioni di timida presa di distanza dalla maggioranza e dal sindaco che la guida. Per questo proviamo a elencarle qui, giusto per proporre qualche spunto di riflessione e di chiarimento sulla situazione politica cittadina che è in crisi non da oggi.
1 ) Montà è zoppo, i suoi ex sostenitori non sono più sicuri che sia il candidato giusto per le prossime elezioni amministrative. La brutta storia della spazzatura non pagata e delle balle con cui ha infiocchettato i balbettii di spiegazione ha segnato profondamente la città: sono pochi i cittadini che non lo sanno e che non dubitano della bontà di un sindaco così inaffidabile e bugiardo, palesemente ricattabile e non molto equilibrato. I consiglieri girano per la città, sentono e sanno quanto potrà essere dura una campagna elettorale con un candidato sindaco zoppo. Di qui la presa di distanza.
2) L’amministrazione Montà arriva alla fine del mandato senza aver concluso nulla: Università al palo, inceneritore sbuffante, scuole fatiscenti, strade non da meno, cantieri fermi o mai aperti, stangate fiscali rinviate all’anno prossimo, ma pronte ad abbattersi sui cittadini ignari, costose varianti a go go per completare una scuola chiusa per restauri 8 anni fa con l’impegno che due anni dopo sarebbe stata riaperta. E molto altro  ancora. Non è solo l’opposizione a denunciare questo sfascio, adesso cominciano ad accorgersene anche i fedelissimi di Montà. Di qui la presa di distanza.
3) Montà ha vinto le scorse elezioni facendo molte promesse, eccitando clientele e interessi considerevoli. A parte quelle di piccolo cabotaggio, anch’esse realizzate peraltro in misura molto minore del promesso, Montà e i suoi non hanno soddisfatto nemmeno le promesse ai supporters più “vicini”. Figuriamoci quelle ai consiglieri “peones”, blanditi con rinvii e minacce ogni volta che hanno provato ad alzare la testa. Di qui la presa di distanza.
4) Montà incontra, negozia, assume impegni nei confronti degli operatori economici e dei portatori di interessi privati (legittimi), presentando ai suoi consiglieri il pacchetto concluso, a volte neanche troppo spiegato. Questi debbono votare quasi a scatola chiusa e potrebbero essersi stufati. Forse è proprio questo il caso del consiglio andato deserto: una variante al Piano Regolatore che sembra scritta non da un cuoco, che allestisce il pasto con gli ingredienti che ha a disposizione, ma un cameriere dopo che ha preso le ordinazioni dai clienti. Da qui la presa di distanza.  

Giovedì 28 sera, nuova convocazione. Forse sapremo allora come stanno le cose, magari sapremo anche qualche notizia in più circa il licenziamento dell'assessore Del Bianco, forse non lo sapremo mai. Grugliasco merita davvero un sindaco e un governo così?

Mariano Turigliatto