martedì 14 aprile 2015

La Vergine delle Grazie: una cappella che non c'è più

Fronte della Chiesa di S. Cassiano - fonte: Luna Nuova
Qualche settimana fa, parlando della cappella di S. Maria dell’Ora, avevo chiuso lo scritto, accennando all’esistenza in passato, di una cappella nel centro abitato di Grugliasco, che non esiste più già da diversi secoli. E non potrebbe più esistere…
Se ne fa menzione, in un verbale di visita del 1584, da parte di Cesare Loseo, che nel mese di agosto, di quell’anno, fece una visita pastorale, su mandato del visitatore apostolico Monsignor Angelo Peruzzi, Arcivescovo di Sarsina.
Dobbiamo fermarci un attimo per spiegare la necessità di queste visite apostoliche, da non confondere con le visite pastorali vescovili. Siamo a pochi anni dalla chiusura del Concilio di Trento, che dava nuove direttive alla Chiesa Cattolica, anche in materia liturgica ovviamente; queste visite apostoliche servivano principalmente per verificare l’adeguamento delle parrocchie alle nuove norme. Le modifiche che erano state ordinate alle strutture dei presbiteri (soprattutto) e che vedevano una rivoluzione nell’assetto degli altari, l’uso dei messali, paramenti liturgici, ecc.
Come in tutte le visite pastorali, veniva fatta una ricognizione tecnica alla chiesa madre della parrocchia, alle cappelle di proprietà parrocchiale e di proprietà della Comunità (come S. Rocco ad es.), ed anche di proprietà privata, esistenti nelle ville e case private del circondario. Nel caso venissero riscontrate delle inadeguatezze liturgiche o di altra natura, veniva ordinata dal visitatore o dal Vescovo l’adeguamento entro un determinato lasso di tempo, pena l’interdizione all’uso liturgico dell’edificio, o addirittura la demolizione dell’edificio o parte di esso.

Leggendo il verbale di visita in oggetto, si scopre l’esistenza di questa cappella ormai scomparsa. Dicevo sopra che non potrebbe più esistere, perché si troverebbe all’interno del perimetro attuale della chiesa di San Cassiano. Per chi non lo sapesse l’attuale chiesa è la terza costruita nello stesso sito, ampliando sempre più quelle precedenti. Il verbale di cui parliamo descriveva ancora la prima chiesa parrocchiale, il cui portale d’ingresso è ora invisibile, ma ne abbiamo una traccia della sua posizione, perché sopravvive nella facciata l’affresco dell’unghia che si trovava sopra la porta. È l’affresco della Vergine allattante (o del latte), che vediamo tra le colonne alla destra dell’attuale porta principale, sulla piazza S. Cassiano. Dobbiamo quindi immaginare la cappella descritta, alla sinistra della chiesa, guardando la porta, con le spalle alla torre.
Si tratta della Cappella della Beata Maria della Grazie, che il verbale sopra citato descrive così:
4 agosto 1584.
… In questo giorno, visitai anche la cappella contigua la chiesa parrocchiale di San Cassiano di Grugliasco ed adiacente alla stessa chiesa ed al cimitero, in cui ogni tanto si celebrano delle messe votive ed è sotto il titolo di Beata Maria delle Grazie, ed è circondata da una balaustra in ferro ed in essa vengono portati ceri ed immagini di cera ed altre offerte, per assolvere nella maggior parte dei casi, a dei voti ed ha una grande devozione popolare. In questa cappella vi è un unico altare male ornato e vi è dipinta l’immagine dell’Annunciazione della Beatissima Vergine abbastanza decente, ma è carente, di contro, di ogni suo necessario per la celebrazione delle messe. La cappella non è dotata di una rendita, né un fondo proprio, ma fu costruita anticamente per devozione e, come dice il suo rettore, con le elemosine di qualche celebrazione di messe e donazione ex voto, portando gli ornamenti che specialmente per questa cappella, non 
poterono essere acquistati, a causa della scarsezza dei mezzi.”
Il rettore di cui si parla è ovviamente, il parroco: il Reverendo Domenico Ratto di Cinzano.
Questo verbale lo troviamo conservato (come tutti i verbali di visite pastorali ed apostoliche), nell’Archivio Arcivescovile di Torino, e la visita si svolse, nei giorni 3 e 4 agosto.
Anche se scritti in latino - quindi è necessario destreggiarsi un po’ con la madre lingua - questi verbali sono molto interessanti, perché rivelano parte della storia della nostra città, di cui la memoria si è persa. Come l’evoluzione della Confraternita del Santo Crocifisso, che in questo verbale scopriamo non usare la cappa nera, ma di un altro colore e che era composta soltanto da uomini. E dell’esistenza di altre quattro confraternite, ospitate all’interno della chiesa parrocchiale, alcune aventi altare proprio. Uno di questi altari è ben visibile ancora oggi. Ma queste sono altre storie…
Manuela Mariuzzo