venerdì 11 aprile 2014

Inceneritore: perché non liquidare il Comitato Locale di Controllo?


Sul sito web del Comitato Locale di Controllo per l'inceneritore del Gerbido da diversi mesi è  comparso un documento della Società Trattamento Rifiuti Metropolitani, TRM, intitolato "Il termovalorizzatore di Torino - Note sui primi mesi di esercizio provvisorio - Incontro del Comitato Locale di Controllo" che giunge alle seguenti conclusioni:
"Con l’accensione della Linea 3 si è completato il percorso di attivazione di tutte e tre le Linee del termovalorizzatore, tappa fondamentale dell’esercizio provvisorio. Finora sono state bruciate circa 30.000 tonnellate di rifiuti e ne sono stati conferiti da AMIAT, CCS e COVAR 14 circa 37.000. In virtù del ‘principio di precauzione, TRM ha scelto di fermare ciascuna Linea dopo il verificarsi di ogni anomalia funzionale riscontrata: questa procedura ha contenuto fortemente il periodo di sforamento dei limiti dei parametri di emissione e, secondo le valutazioni della Società, non si è verificato alcun danno ambientale a carico del territorio circostante e della salute dei cittadini"
E' comprensibile che un'impresa rilasci dichiarazioni volte a minimizzare gli effetti negativi della propria attività e delle scelte gestionali, in questo caso però dovremmo preoccuparci, perché TRM dimostra di non avere neppure intuito cosa sia il "principio di precauzione", cosa grave per un impresa che si occupa di rifiuti - e quindi di ambiente - , ufficialmente per conto della collettività.
Ma quello che colpisce veramente  è che sul sito istituzionale di un organismo che dovrebbe esercitare funzioni di vigilanza e controllo, siano pubblicate le valutazioni del soggetto controllato, senza alcun commento da parte del Comitato Locale di Controllo. In particolare se si tratta di valutazioni relative ai  malfunzionamenti.

Noi di Grugliasco Democratica e degli Ecologisti abbiamo voluto credere di trovarci di fronte all'ennesima distrazione degli Amministratori locali di Torino e cintura. Così, abbiamo presentato un'interrogazione (prot 3233) al Sindaco di Grugliasco chiedendo se l'Ammistrazione comunale di Grugliasco:
- avesse chiesto chiarimenti in merito alle conclusioni di TRM, peraltro non suffragate da alcun riscontro pertinente
 - avesse intrapreso azioni affinché il Comitato Locale di Controllo pretendesse da TRM - che non è membro del CLdC e che dovrebbe essere il soggetto controllato -  la produzione di documenti che si attengano alla descrizione di fatti ed evitino valutazioni autoreferenziali.
In altri termini è stata offerta e suggerita una semplice via di uscita che portasse a superare una situazione "imbarazzante" che si era venuta a creare.
E invece, una nota del 3 marzo 2014 a firma dell'Assessore all'Ambiente, Luigi Turco e del Sindaco, Roberto Montà, risponde che:
"- Per quanto riguarda le affermazioni di TRM riportate nell'interrogazione l'Amministrazione non ha chiesto alcun chiarimento;
- L'Amministrazione Comunale non ha intrapreso alcuna azione affinché il Comitato Locale di Controllo pretenda da TRM la produzione di documenti che si attengono alla descrizione di fatti ed evitino valutazioni autoreferenziali."
In altri termini, "Va bene così".
Quando 10 anni fa le Amministrazioni Locali erano in grave difficoltà per la scelta di andare avanti con il progetto di incenerimento dei rifiuti della provincia di Torino e per il mancato rispetto dei risultati del  progetto "Non rifiutarti di scegliere", promisero l'istituzione di un comitato di cittadini che potesse controllare direttamente la progettazione, costruzione e conduzione dell'inceneritore.
Per chi seguiva da vicino le vicende era chiaro che non si sarebbe trattato di un "Comitato di Cittadini", bensì di un "Comitato di Primi Cittadini". Ed era chiaro che le Amministrazioni Locali intendevano  realizzare una struttura in cui diluire e intiepidire i problemi, per gestirli anziché risolverli.
In questi anni il Comitato Locale di Controllo non è mai riuscito a dare buona prova di sé operando come un parlamentino chiuso, in cui gli Amministratori locali per un verso chiedono ai "tecnici" dichiarazioni rassicuranti e per altro verso rilasciano  proclami ad uso elettorale. E la presenza dal 2012 di una voce dissonante rappresentata dall'Amministrazione comunale di Rivalta Torinese, non riesce a modificare sostanzialmente gli effetti dell'attività del CLdC. Perché il Comitato Locale di Controllo era e resta un organismo privo di qualsiasi reale potere atto ad incidere sull'operatività dell'inceneritore.
Che la Presidente del Comitato Locale di Controllo sia incompatibile con la carica ricoperta, in quanto da anni non ricopre più cariche che le consentano di essere parte del Comitato, è la ciliegina su una torta prematuramente inacidita.
L'incompatibilità risulta piuttosto dall'approccio costantemente tenuto nei confronti di chiunque, esterno o interno al CLdC, potesse "costiuire un potenziale pericolo" portando informazioni non sottoposte alla verifica politica del Comitato Locale di Controllo.
Un caso per tutti è l'aggressione verbale del 13 febbraio 2013 nei confronti dell'epidemiologa incaricata dello studio di sorveglianza sulla popolazione residente nell'area, rea di avere comunicato che tutta la documenazione relativa allo studio, risultati compresi, sarebbe anche stata pubblicata su un sito web autonomo, come garanzia di indipendenza tecnico scientifica. La sventuarata venne pesantemente redarguita dalla Presidente che le urlò più volte in faccia "che forse non si rendeva conto che quella era un'assemblea di Sindaci"
Non si è trattato di un tentativo di censura estemporaneo, perché la Presidente era già riuscita a dichiarare che tutti i dati dovevano essere valutati e comunicati dal Comitato Locale di Controllo, perché era già successo che "i dati fossero interpretati da persone magari competenti, ma non preposte all'interpretazione dei dati stessi". Che dire? E' da ben prima della caduta del Muro di Berlino che non assistevamo a tanta trasparenza!
Ma, l'incompatibilità della Presidente è evidente anche in questi giorni: i giornali riferiscono che, a causa dei guasti ricorrenti. ci sarà un prolungamento del periodo di esercizio provvisiorio dell'inceneritore del Gerbido.  A nessuno viene in mente di convocare il Comitato Locale di Controllo.
L'unico risultato di cui si vanta il Comitato Locale di Controllo è l'avvio dello studio di "Sorveglianza sulla salute della popolazione" nei pressi del inceneritore. Ma prima di plaudire all'operato del CLdC occorre osservare un paio di cose.
-       La parte centrale dello studio consiste nella determinazione dei livelli di diossine, PCB, e di vari metalli pesanti, ad inizio dello studio e nel corso di 3 anni in un campione di popolazione vicina all'inceneritore ed in un campione di popolazione residente in zone più lontane. Peccato che la potenza dello studio sia tale da non poter cogliere aumenti inferiori al 20%. Tranquillizzatevi tutti. Non c'è nessuna ipotesi che un inceneritore in soli 3 anni  possa aumentare le diossine ed i PCB assorbiti dall'organismo umano del 20%, nella popolazione dell'area circostante esposta da oltre mezzo secolo a pesante inquinamento industriale.
-       Il secondo aspetto è che questo studio costerà 2.200.000 euro e sarà pagato dai residenti in provincia di Torino.
Quindi, anche in questo caso si dimostra Comitato Locale di Controllo dimostra di essere un organismo di intrattenimento della popolazione, che fa spendere soldi ai cittadini per uno studio scientificamente molto avanzato, ma assolutamente inutile dal punto di vista prevenzionistico. In compenso i nostri amministratori pensano  di poterne usare i risultati per dire che va tutto bene.
E, in relazione a quanto specificamente previsto  dal Protoocllo d'intesa per l'istituzioen del Comitato Locale di Controllo, con altra interrogazione del 3 febbraio scorso (prot 3235) abbiamo chiesto quali verifiche presso l'impianto siano state condotte dal tecnico designato dal Comune di Grugliasco .
E per quelli che continuano ad essere scettici nei confronti delle critiche al Comitato Locale di Controllo, vorrei dare un ultimo spunto di riflessione.
Il Protocollo d’intesa per l’istituzione del Comitato Locale di Controllo prevede l'effettuazione di verifiche periodiche presso l’impianto oltre che verifiche su documentazione gestionale.
Con un'altra interrogazione del 3 febbraio scorso (prot 3235) abbiamo chiesto quali verifiche presso l'impianto siano state condotte dal tecnico designato dal Comune di Grugliasco.
Dalla risposta risulta che il tecnico del Comune di Grugliasco non ha effettuato alcuna attività in tal senso. E per quanto a conoscenza della Lista cvica di Grugliasco Democratica, non si tratta di un'eccezione, in quanto parrebbe che solo il tecnico del Comune di Rivalta abbia effettuato verifiche sul campo. E questo a quasi un anno dall'attivazione dell'inceneritore, con una lunga catena di guasti e malfunzionamenti.
Solo un forte distacco della politica da cittadini  e dei cittadini dalla Politica consente l'esistenza di una struttura quale il Comitato Locale di Controllo.
Siamo sempre più convinti che l'attuale Comitato Locale di Controllo debba essere cancellato e sostituito da un organismo rappresentativo dei cittadini e non delle maggioranze che amministrano i Comuni di Torino e cintura. Per dare maggiori garanzie ai cittadini non sarà sufficiente valorizzare i punti di vista critici nei confronti della politica di incenerimento dei rifiuti, ma occorrerà dare reali poteri al nuovo Comitato Locale di Controllo. Solo se le decisioni del CLdC saranno vincolanti per la gestione dell'impianto di incenerimento, tale struttura avrà motivo di esistere.

Carlo PROIETTI
Capogruppo di GRUGLIASCO DEMOCRATICA