lunedì 10 dicembre 2012

Pillole di storia Grugliaschese 8

Come ci vedevano gli altri?
 
Dopo il periodo napoleonico ed il Congresso di Vienna, vengono restaurate la maggior parte delle monarchie precedenti la fine del ‘700.
Una volta che i Savoia ritornano in possesso del Regno di Sardegna, viene chiesto a Goffredo Casalis di fare uno studio sugli stati del Regno, in modo da poter avere un quadro generale sia da un punto di vista storico-geografico, che economico-commerciale, posteriore al periodo napoleonico.
Questo studio richiederà alcuni anni di lavoro, ed ogni volume dato alle stampe, verrà pubblicato in anni diversi. È interessante però vedere come anche le piccole cittadine, i comuni ed anche le “regioni” particolari, vengono descritti con attenzione, dallo storico torinese.
Naturalmente, Grugliasco non poteva essere dimenticata e vediamo come viene descritta in quegli anni e “vista da fuori” la nostra città.
Dizionario geografico – statistico – commerciale
degli stati di S. M. il Re di Sardegna
di Goffredo Casalis
(parte 1°)
Libro VIII° di pagg. 696 – Grugliasco è alle pagg. 275/76/77/78 – pubblicato nel 1841.
GRUGLIASCO (Grugliascum), comune nel mandamento di Rivoli, provincia, diocesi e div. di Torino. Dipende dal Senato di Piemonte, intendenza generale prefettizia ipot. di Torino, insinuazione e posta di Rivoli1.
 
Giace a libeccio2 della capitale, a sinistra della grande strada che da essa conduce a Rivoli: è distante due miglia dal capo di mandamento, e tre e mezzo da quello di provincia. Gli è unita una frazione detta il Gerbido, distante un miglio, a scirocco3, dal villaggio. Questa frazione è provveduta di una cappella4, ov’è eretto un beneficio5.
 
Cinque ne sono le vie comuni: la prima a borea6 del paese, trovasi in buono stato, e per poco tratto va a sboccare nella strada reale di Francia7: la seconda a levante8, denominata la strada vecchia di Torino, in mediocre stato, serpeggia per le fertilissime campagne, e va a riuscire alla polveriera: la terza, a scirocco9, detta del Gerbido, di non agevole tragitto, passa pel Gerbido, pel Lingotto, taglia la via di Pinerolo, la strada reale di Stupinigi, e conduce pel tratto di miglia quattro a Moncalieri: è assai frequentata nei giorni di mercato: la quarta ad ostro10, dividesi dopo breve spazio, in due rami, di cui uno a sinistra guida per un miglio e mezzo al comune di Beinasco, e l’altro a destra in cattivo stato scorge a Rivalta per la lunghezza di circa tre miglia: la quinta verso ponente11, denominata la strada veccia di Rivoli, disastrosa anzi chè no, va a sboccare nella grande strada, a poca distanza dal capo di mandamento.
 
A levante del paese vedesi un promontorio12, detto di san Lorenzo che dichina in lungo piano sterile ed incolto, chiamato gran pascolo: a tramontana sta un uguale rialto assai fecondo e sparso di vigneti13.
Un canale14 derivante dalla Dora Riparia, e distribuito con bell’ordine, innaffia col mezzo di ruote gli
ameni giardini, che fanno parte delle deliziose ville, di cui è adorno Grugliasco; serve a dar moto a varii edifizii meccanici e singolarmente alle macchine da filatoi; provvede di opportune acque le filande, e poi diviso in minuti rami bagna i prati, ed occorrendone il bisogno, anche i campi del territorio. Intorno alle anzidette macchine de’ filatoi sono occupate quattrocento persone; e trecento e più operai s’impiegano nelle filande.
Quell’utilissimo canale fu anticamente costrutto per le sollecite cure d’un certo Panealbo, che ebbe il mezzo di ottenerne la sovrana permissione, e si rendette così grandemente benemerito di questo paese.
Le produzioni in vegetabili15 consistono specialmente in grano, segale, meliga, legumi, ortaggi, patate, noci, fieno, ed anche uve, delle quali per altro si fanno scarse ricolte; e il vino vi riesce di mediocre qualità. Assai considerevole vi è il prodotto dei bozzoli16: le sete di Grugliasco tanto gregie, quanto lavorate sono tenute in molto pregio in ogni piazza di commercio.
A poca profondità del suolo trovansi molte roccie, e quasi tutti i possidenti vi incavarono le loro cantine: nel fare gli scavi incontrasi talvolta lunghi antri, alcuni dei quali sono ripieni di finissima sabbia; e s’incontrano pure certe gole, cui non è possibile di riempire, giacchè vi sono in poche ore ingojati i molti materiali che vi si gittano.
Gli abitanti fanno gran traffico di legumi e di noci che tirano da ogni parte del Piemonte. Quasi tutte le povere famiglie passano i lunghi inverni occupate a spurgare legumi, od a snocciolare. Il molto olio che si estrae dalle noci, rivendesi poi con notevole guadagno delle persone addette a questo ramo di commercio.
Le contrade di Grugliasco sono spaziose. Nel concentrico del paese vi hanno parecchie eleganti e comode abitazioni per uso di villeggiature possedute da famiglie di Torino: fra esse se ne distinguono varie che hanno l’aspetto di palagi con annessi deliziosi giardini, e sono quelle del conte Radicati di Marmorito17, del conte Masino di Monbello18, del banchiere Barbaroux19, del medico collegiato Cassano20, del signor Bruno21, del signor architetto Ravera22, del cavaliere Crodara-Visconti23 segretario al ministero per gli affari esteri.
Note:
1 Non ne sono certa, ma da questa descrizione pare che l’Ufficio Postale più vicino di riferimento, dovesse essere quello di Rivoli.
2 LIBECCIO: vento di mezzogiorno o ponente. Spira in direzione Sud-Ovest.
3 SCIROCCO: vento di Sud-Est. È un vento caldo ed il suo nome deriva dall’arabo: SHURHÙQ, (vento di mezzogiorno).
4 Chiesa dello SPIRITO SANTO.
5 Si tratta probabilmente del beneficio relativo al testamento di Isabella Begino del 1666. Il BENEFICIO ECCLESIASTICO è una proprietà immobiliare (sia edifici che terreni) che viene dato a dei chierici (sacerdoti) in usufrutto come compenso per i loro uffici; alla morte del chierico va alla Chiesa cattolica. Il BENEFICIO, poteva essere SEMPLICE o SINECURA (se non era una parrocchia) oppure con il peso della cura delle anime. Poteva essere di tipo SECOLARE, se goduti da sacerdoti diocesani, oppure REGOLARI se amministrati da sacerdoti che seguono una regola monastica.
6 BORA: vento freddo. Indica il Nord-Nord/Est, all’incirca tra Tramontana e Grecale.
7 Via SABAUDIA e via LATINA.
8 Ad Est del Paese.
9 Vedi nota 3.
10 OSTRO: vento australe. Indica il Sud. Il nome deriva dal latino: auster, vento di mezzogiorno.
11 Ad Ovest del paese.
12 DUNA DI SAN LORENZO.
13 Probabilmente alteni.
14 La BEALERA che attraversa in centro cittadino.
15 Naturalmente le produzioni agricole di tipo orticulticolo.
16 Le importanti produzioni dei bossoli da seta: primo impianto semi industriale di Grugliasco.
17 Famiglia di Saluzzo, con feudo nell’astigiano. Si possono trovare notizie nel sito www.saluzzoturistica.it, e nel sito del comune di Passerano Mamorito, www.comune.passeranomarmorito.at.it nella pagina principale.
18 Su Google si possono trovare molti riferimenti alla contessa Ottavia Masino di Mombello, nata Borghese.
19 I BARBAROUX erano originari della provincia di Cuneo, ma residenti poi in Torino. Avevano casa in via Cotta, già villa Audifredi, come si vede dal loro stemma araldico sul portone d’ingresso.
20/21/22 Personaggi emeriti del tempo che, avevano casa in Grugliasco, come molte famiglie che fin dal periodo posteriore la peste del 1630, acquistarono case e cascine nel territorio comunale.
23 Alcune sepolture dei Crodara Visconti si trovano nella Cappella dei Banchieri e dei Mercanti di Torino in v. Garibaldi 25 È possibile trovare in internet un sito dedicato a questa cappella.
 
Manuela Mariuzzo