martedì 4 settembre 2012

La tristezza del parco culturale 'LE SERRE'


Ultimamente mi è capitato di passare davanti al parco culturale 'Le Serre' ed ho provato una profonda tristezza nel vedere il degrado che sta subendo da qualche tempo.
Il parco è sempre chiuso o viene aperto solo in occasione di qualche evento.
Certo a luglio si anima, ospitando il Festival del circo, ma per tutto il resto dell'anno, esso cade in una profonda depressione.
Il parco è sconosciuto alla maggioranza del Grugliaschesi e spesso il vicino parco Porporati viene confuso con il parco Le Serre, date le sue vicinanze all'omonimo centro commerciale.
E' un peccato che i Grugliaschesi non possano godersi quello che di meraviglioso c'è al suo interno.
Dalla villa settecentesca, che purtroppo viene usata come uffici di lusso dalla società Le Serre, ormai diventata una società con la qualifica di concessionaria di opere pubbliche (LEGGI l'interrogazione di Grugliasco Democratica), allo chalet svizzero, al bellissimo giardino con le sue piante secolari ed infine alla nave, purtroppo non più utilizzata, essendo sotto sequestro per colpa di una negligenza fatta, nei lavori di ristrutturazione (LEGGI l'interrogazione di Grugliasco Democratica).
All'interno del parco non ci sono panchine, fontanelle e tanto meno cestini per l'immondizia.
Tutti questi spazi potrebbero essere utilizzati per incentivare la 'vera' cultura, purtroppo sempre meno e fare in modo che i Grugliaschesi ne usufruiscano e non limitarsi solo agli spettacoli circensi.
Purtroppo il parco al suo interno ospita anche cose brutte che con le piante secolari hanno poco a che fare.
Un tendone, chiamato impropriamente teatro che viene utilizzato mediamente due volte al mese durante l'anno e nel mese di luglio per ospitare il festival del circo.
Viene il sospetto che sia stato costruito solo per utilizzarlo nel mese di luglio.
Un altro tendone chiamato chapiteau, per nulla apprezzato dai residenti vicini, tuttaltro che adeguato con il contesto circostante.
Per non parlare poi dell'inquinamento acustico che questi 2 tendoni provocano durante il loro utilizzo.
Inoltre esistono spazi, dati in concessione gratuita dal comune di Grugliasco, ad associazioni e scuole d'arte, che a loro volta subaffittano questi locali a canoni spropositati, senza che il comune intervenga per calmierare questi abusi.
Insomma, è vero che non c'è limite al degrado, ma sono sicuro che i Grugliaschesi che abitano nelle vicinanze del parco e non solo loro, non ne vanno proprio fieri, sapendo di avere uno spazio del 700 inutilizzato o utilizzato male.

Vorrei finire con un pizzico di ironia e provocazione.
Se ci fosse un piano culturale serio, sono convinto che il parco culturale Le Serre potrebbe davvero essere la nostra piccola Versailles, se fosse destinato alla vera cultura.

Qui di seguito potete LEGGERE un interessante articolo che enuncia molto bene come il parco culturale Le Serre avrebbe potuto essere, secondo il progetto di ristrutturazione avvenuto qualche anno fa.


Ollipup Onil