giovedì 22 ottobre 2009

I rifiuti rendono…?

di Dida Neirotti

Una sentenza della Corte Costituzionale, la numero 238 del luglio 2009, definisce come illegittima l’applicazione dell’IVA al 10% sulle bollette relative alla T.I.A, cioè alla tariffa di igiene ambientale.
La motivazione della sentenza riguarda il fatto che la T.I.A. non è una tariffa bensì ancora una tassa e quindi non è soggetta a IVA.
La sentenza era nell’aria ma né i consorzi né i comuni soci si sono attrezzati per porre rimedio alla situazione: le bollette di quest’anno, arrivate in questo periodo, seguitano a riportare l’addebito IVA.
Mercoledì 23 Settembre si è tenuta a Grugliasco, in Sala Consiliare, un’assemblea pubblica organizzata da Grugliasco Democratica e con la partecipazione del Dott. Calabrese e LoGiudice della Federconsumatori, per informare i cittadini rispetto a questa problematica: dato l’argomento, la partecipazione è stata numerosa, attenta e interessata..
A Grugliasco la T.I.A. è stata introdotta nel 2003 quindi da sette anni i cittadini pagano l’IVA non dovuta: le indicazioni che sono emerse riguardano due aspetti, entrambi importanti.
Il primo consiste nell’autoridursi la bolletta ricevuta, non pagando la parte relativa all’IVA, per questo è necessario usare un bollettino di conto corrente nuovo indicando nella causale “decurtazione IVA a seguito sentenza Corte Costituzionale 238/09”. Poiché la sentenza è pubblica, i consorzi e i comuni non possono far finta di niente!
Il secondo è relativo alla richiesta di rimborso: poiché l’IVA viene versata all’erario, sia i consorzi che i comuni hanno buon gioco a scaricare le responsabilità. E’ chiaro che sono le amministrazioni comunali che devono mettere in campo tutte le loro capacità per venire incontro ai cittadini, che tra l’altro li hanno votati, nel momento in cui questi rivendicano i loro diritti.
Piccola annotazione: nel corso della commissione consiliare del 24/09/09 l’Assessore al bilancio, Roberto Montà, a fronte di una domanda relativa alla sentenza, si è permesso di definire la stessa “una buffonata”. Evidentemente il disprezzo per le sentenze non è appannaggio solo di Berlusconi.