venerdì 18 gennaio 2008

Cosa pensa il Sindaco Mazzù di Borgata Paradiso?

Pubblichiamo una lettera inviata al Sindaco di Grugliasco dai consiglieri di Grugliasco Democratica, Dida Neirotti e Mariano Turigliatto, in merito ad alcune considerazioni espresse dal primo cittadino su Borgata Paradiso e apparse sulla Stampa del 12 gennaio u.s.
In merito abbiamo presentato un'interpellanza urgente.
di Dida Neirotti e Mariano Turigliatto
Grugliasco, 17 gennaio 2008
Sig. Sindaco,
a corredo di un articolo di cronaca, apparso su La Stampa di sabato 12 gennaio, che tratta di un accoltellamento legata alla compravendita di un’auto, il cronista ha riportato alcune Sue dichiarazioni – virgolettate, dunque proprio Sue – che sconvolgono gli animi e le coscienze di chi ha a cuore la democrazia, il rispetto delle persone, la convivenza civile e tanto altro ancora. Abbiamo atteso qualche giorno per leggere una sua smentita, che però non è arrivata.

In particolare Lei dichiara: “Un accoltellamento al 20 (inteso come numero civico di Via Riesi)? Perché sono stupito? Perché quello è l’unico stabile in edilizia convenzionata, l’unico in un mare di case popolari. Lì sono tutti proprietari o al massimo inquilini. E aveva il coltello in tasca? Incredibile. Gente insospettabile. Fosse stato al numero 10 mi avrebbe colpito, perché sebbene stiamo lavorando duro, con interventi importanti per migliorare quello che di sicuro era un quartiere a rischio, però lì ci sono ancora diverse situazioni difficili”.

Dunque, secondo il sindaco di Grugliasco, nelle case di edilizia popolare si concentrerebbero i delinquenti, i violenti, quelli che vanno tenuti a distanza perché si sa già di cosa sono capaci. Il sindaco di Grugliasco si meraviglia che dove gli abitanti sono “proprietari o inquilini” possano accadere cose del genere. Ignora che gli abitanti delle case Legge 25 sono inquilini, che pagano regolarmente l’affitto e che, quando sgarrano, sono soggetti a procedure di sfratto per morosità come tutti gli umani grugliaschesi. Ignora Lei, sindaco, che non tutti girano col coltello in tasca, e che tanti hanno lottato a fianco di amministrazioni con ben altra sensibilità, per trasformare le “case colorate” in abitazioni decenti; ignora il sindaco lo sforzo dei tanti che hanno trascorso una vita a organizzare le persone, a soccorrere quelli in difficoltà, a costruire attività e competenze che, meglio delle chiacchiere, riducono il disagio e costruiscono sicurezza.

Le Sue parole, sindaco, hanno fatto piazza pulita di anni di cultura della solidarietà, di politiche di integrazione e di riconoscimento reciproco tra persone diverse. Hanno fatto piazza pulita di decenni di buona politica, quella che ha permesso a tanti di trovare nella nostra città occasioni di riscatto, di ospitalità, di crescita personale e famigliare.

Chieda scusa, se no lo faremo noi per Lei.